Biografia

Lucia Sanavio ha percepito l’esigenza di un’arte capace di trasmettere una maggiore vitalità, nella costante indagine di un discorso pittorico distante tanto da un algido formalismo, quanto da inutili e facili suggestioni. La sua visione si concretizza nella carica espressiva del colore, nella veemenza che rifugge ovvi suggerimenti formali e nel fluente arabesco del segno. Una tipologia di espressionismo astratto, il quale ci porta a riconoscere nell’artista una sorta di romanticismo lontano dall’aridità di una “cronaca letteraria” del reale. Le figure sono risolte in un’esigenza di sintesi, in una sorta di “riduzionismo plastico” che comporta una semplificazione dei volumi mutuata dalle avanguardie novecentesche. Le caratterizza, perciò, un certo immobilismo, una pacatezza in grado di renderle imperscrutabili, per questo simbolicamente sospese tra la concretezza del loro essere vere, ma nel contempo emblemi “immaginativi” e allegorici, personaggi a cui si affida il racconto di un’assoluta grazia che l’eterno femminino incarna.

(di Cistina Palmieri )



Una pittura impetuosa, che sfugge ad uno stato di quiete assoluta e di tranquillità dell'animo umano, che si modifica nell'ambiente in cui si evolve poiché entra anch'esso a far parte della composizione.
La realtà si muove sempre ed entra a far parte di una continuità interiore tra le forme, il mondo, i pensieri, l'anima ed il cosmo. Il conflitto di Lucia Sanavio si fa forza vitale in movimento, senza dover ricorrere a figure già esistenti, ma solo a rappresentazioni che portano alla disintegrazione di un linguaggio puro attraverso i colori.
Motivazioni e riferimenti critici :
Nelle opere di Lucia Sanavio non esiste stasi, ma una continua collisione della materia con l'anima dell'artista, ed in parte dello spettatore, di fronte a cui ci si trova disarmati e soli con la propria interiorità.
L'azione è più che evidente, l'equilibrio tende ad infrangersi tra le pennellate e la voce della materia e del colore travalica il nostro pensiero, fino a trovare casa dentro di noi. Quasi come un'emergenza di fissare un mondo o una visione mentale che tende a scomparire: ed è proprio questa artista che tenta di solidificare l'immediatezza di un'esperienza non reale generata da un'emozione.

(di Giulia Tansini )


L'arte di Lucia Sanavio
Nasce dall'anima lo stile pittorico di Lucia Sanavio, artista lombarda. Un gesto all'apparenza semplice ma deciso, mai banale. Anima e mente viaggiano simultaneamente senza mai sovrapporsi, in modo chiaro e determinato. Quello che stupisce vedendo i suoi dipinti è il perfetto equilibrio che l'artista crea nel momento in cui mescola colori, rarefazioni cromatiche e presenza emotiva. Astrazione informale che si riduce al minimo essenziale, pennellate che graffiano la tela ed utilizzo del colore nero per evidenziare il suo rigore cromatico. Semplici punti luce, spesso rossi, che accendono la visione d’insieme creando scosse emotive nello spettatore. Che meraviglia ammirare una tela fatta di semplicità e rigore, riduzioni che non fanno assolutamente perdere il forte impatto emotivo che le sue tele trasmettono.

(di Massimo Picchiami)


Soffio delicato di tele piene d’introduzione di colori che tempo e spazio non sanno raccontare. Sorpresa annunciata da albe mutevoli ancorate a cuori limpidi, battiti capaci di ritmi lenti… Componimenti di parole, sillabe che prendono forma da spiragli di vento, caldo e fecondo. Vocali che nella letizia del costruire mòndano le impurità dell’uomo. Fondamento è l’ispirazione. Nettare che sa custodire fra rosso e blu, un’azione ponderata irrazionalmente sopra il cielo con i piedi ben fissati a terra. Stillando i sensi tutto è visibile, arrivare a spiare fra fessure dell’anima, permeare oltre il tatto, il gusto, l’olfatto del bello che trapela da primavere impresse da tratto a tratto. Percuote dolcemente il nostro ego con la sua arte pura, una spiritualità reale non barattata con l’occasione quotidiana in saldo! Vive presente al suo dipinto.

(di Ciro Cianni )



La natura e la poetica nella pittura di Lucia Sanavio
Osservando i dipinti dell’artista, la prima suggestione che cattura è l’affollarsi armonioso delle tinte. E’ come se il paesaggio, la vegetazione gli specchi d’acqua non fossero che il pretesto per il dipanarsi di un linguaggio pittorico sciolto e deciso. Sembra voglia andare oltre i ritmi, quasi ossessivi, del mondo vissuto. ”Gioca” con la luce, esce dallo sfondo, va verso il definito dei primi piani e ne focalizza il reale. La pittura dell’artista trascende la natura con una realtà riletta e idealizzata e pervasa da una punta di poeticità partecipazione.
Nelle opere la ricchezza cromatica con quel suo inquieto e variegato sovrapporsi di colori, lo sfrangiarsi delle tinte che rincorrono riflessi nell’ acqua in un susseguirsi di ombre e di luci, sono indicazione sicura della raffinata sensibilità pittorica che l’artista scopre e svela dietro ogni riflesso. Nei suoi paesaggi, uno dei temi fra i più privilegiati, la pittrice trasferisce emozioni, poesia e sensazioni. Ne indaga la luce trasformandola a volte in evanescenze lontane e prospettiche, con una sensibilità decisa a cogliere i particolari e le situazioni di una poesia più “astratta”.
Di conseguenza la trasposizione pittorica si sposta in un ambito percettivo degli stati d’animo e ne tramanda, non una realtà statica, ma un interpretazione personalizzata, che con la luce ha il potere di cambiare scena.
Artista sensibile rappresenta la figura femminile con impasti cromatici volutamente lontani da ogni lucida levigatezza, che testimoniano una maturità pittorica sicura e schietta. Le delicate figure racchiudono profondi sentimenti di umana sensibilità. L’artista quindi, ne sa cogliere l’intimo contenuto dell’anima, dalla quale ne afferra l’essenza, con un gioco cromatico estremamente calibrato. Anche nei “Nudi” la pittrice colloca le forme in uno spazio ideale in cui ombre e luci vivono solo come rapporti cromatrice e testimoniano una spiritualità che la logica anatomica ben evidenziata nei contorni rende “vivi” e spirituali.

(di Lidia Silanos)

Formazione artistica

Sono nata a Rho il 13 dicembre il giorno di S. Lucia
L'arte è stata nel mio dna fin da bambina. Mi diplomo in decorazione presso la Scuola Superiore d'Arte Castello Sforzesco e in seguito all'Accademia Vetrinistica Italiana di Milano, coltivando da sempre la mia più grande passione: la pittura! Il mio percorso espositivo inizia nel 1993 con mostre sia in gallerie private che presso istituzioni pubbliche e partecipando a concorsi internazionali.
è socia della Associazione Artistica Legnanese.

Tematiche

Tematiche:
Cerco di dare a tutte le mie opere una "vita propria", ognuna con un tocco di originalità, la voglia di sperimentare continuamente e di dare anima ad un quadro sempre diverso, in modo che si avvicini ad ogni mio nuovo modo di sentire la realtà! Nel figurativo, vengono raffigurati volti femminili che non possiedono i tratti di una bellezza straordinaria, ma ciò che conta è che riescano a trasmettere sensazioni profonde attraverso una ricca espressività. Cercando anche di portare in luce il tema della violenza sulle Donne, problema antico universale che trova un riscontro particolarmente nei giorni nostri.

il mio motto è "I colori sono il mio giardino interiore"...

Quando compri un opera da un artista, non stai comprando solo una cosa, stai comprando un pezzo di cuore, una parte dell'anima, un momento della vita di qualcun altro.

Tecniche

Tecnica: espressione polimaterica: pigmenti acrilici, smalti, olio, tempera, gessetti, matita, carboncino. creta, argilla, gesso, ferro di recupero, utensili.

Valutazione artistica

2019 Presente nel CATALOGO D'Arte Moderna dal primo novecento ad oggi CAM n°55 Edito Cairo Giorgio Mondadori


Casa D'Aste PICENUM Cingoli (MC) Asta n°5 del 06-05-2017 lotto n° 154 Opera 70x80 Titolo Violenza con certificato di Autenticità
Casa D'Aste PICENUM Cingoli (MC) Asta n°7 del 06-05-2017 lotto n° 78 Opera 70x80 Titolo L'abbraccio del Tramonto. con certificato di autenticità
ASTE E QUOTAZIONI
TUTTE LE INFORMAZIONI AGGIORNATE SULLE MIE ASTE E QUOTAZIONI SONO PRESENTI IN ART PRICE E ARSVALUE LEADERS MONDIALI DELL'INFORMAZIONE SUL MERCATO DELL'ARTE.

Art price: https://it.artprice.com/artista/710760/lucia-sanavio
Arsvalue: http://www.arsvalue.com/webapp/artista/12952891/lucia-sanavio.aspx

Bibliografia

Estratto Presentazione della mostra Personale Sussurri e Grida le forme pittoriche del cammino umano Gennaio 2019 Villa Pomini

“ I dipinti della Sanavio ci permettono innanzitutto di approcciare l’arte in generale, quindi di entrare nel mondo pittorico dell’artista venendone sorpresi ed avvinti ed infine ci convincono che quanto esposto è anche un qualcosa che ci appartiene e che ci fa correlare l’arte alla vita, alla vita nostra e di tutti coloro che con noi interagiscono, per un più pieno e lieto sviluppo del nostro cammino.
L’esposizione di questi quadri ci ricorda dapprima come avvicinarci alla pittura, insegnandoci che quella visione fugace che di solito prestiamo ai dipinti, dai grandi capolavori a quelli di artisti ancora da scoprire, se basta a farci entrare con empatia o pure immediato trasporto nella visione proposta, spesso non riesce a cogliere la piena potenzialità e gli intenti di quanto si agita sulla tela.
Occorre avvicinarsi alla superficie del dipinto, scrutare il linguaggio delle pennellate, delle contrapposizioni di forme-luci-e colori, osservare in prossimità gli sfondi dove appaiono figure e segni prima invisibili, per scoprire così all’interno dell’opera altri elementi significativi, originanti una vibrante dialettica tra le parti e le parti e il tutto, che nell’intenzione del pittore esprimono un senso ben oltre l’usuale visione estemporanea, a distanza di spazio come di sentimenti.
Ed è quanto accade con i dipinti della Sanavio, che attirano inizialmente per via della loro forza cromatica, di una carica decorativa derivante da una sensibilità femminile che si nutre anche del valore simbolico ed universale dell’oro e baluginii preziosi, della dinamica compositiva che muove abilmente le forme e le forze nel quadro e che si impone con immediatezza e piacere nel nostro vedere e sentire.
Ma tutto questo non basta: i dipinti della Sanavio non sono solo delle belle campiture di colore, delle riuscite tappezzerie cromatiche, delle danze figurative ed astratte che s’accontentano di essere ammirate da lontano ad onor dell’artista. No, tutti questi quadri esigono l’ulteriore livello, vogliono che ci si avvicini, che si presti attenzione al più sottile e nascosto intrico di linee, di scalfiture, di graffi cromatici e materici che sconvolgono questo suadente scenario pittorico, facendolo significare ed esprimere in una maniera diversa ed essenziale. Non solo, ci invitano a scoprire gli antagonismi tra queste diverse parti del quadro, il loro diverso pulsare, il loro agire un dialogo continuo sulla tela.

(di Giorgio Fedeli)



LUCIA SANAVIO
I SACCHI DI IUTA: “L’ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA”

Ogni opera di Lucia Sanavio appare come un enigma, come la possibilità di una realtà che sembra intuita al di là di ogni conoscenza razionale, rivelata dal dialogo con gli strati più profondi dell’io, in quella dimensione in cui lo spirito percorre l’ignoto – dentro e fuori di sé – per osare il confronto con il mistero. Come ha testimoniato il Novecento, la grande avventura e scommessa di un artista si concretizza nella capacità di cogliere il visibile nell’invisibile. Le strade laiche della contemporaneità non hanno potuto cancellare la necessità, viva nell’uomo, di intessere un dialogo con il trascendente. L’arte rappresenta uno spiraglio per indovinare ed immaginare quella dimensione sacrale insita nell’esistenza e alla quale, incessantemente, ognuno di noi anela, nel proprio investigare la verità. Quanto la definisce, oserei dire, è proprio la possibilità di avvicinare chi vi si accosta alla dimensione dell'assoluto, il che significa consegnare un’interpretazione che non sarà mai univoca e conclusa in se stessa, ma in grado di rimandare a significati ogni volta differenti, proprio perché l’arte, nella sua accezione più ampia, non è mai stata semplice rappresentazione del vero. Nasce, piuttosto, laddove un autore sappia condurci al confine degli arcani irrisolti, forse insolubili, che riguardano la vita umana.
Lucia Sanavio, nell’immaginare il nuovo ciclo dei suoi lavori, realizzati sulla iuta grezza dei sacchi del caffè, sembra proprio essere mossa dalla necessità di spingersi, ancor più che in passato, verso la conquista di una dimensione poetica in grado di rivelare un universo, con le sue energie, le sue tensioni, le lacerazioni che lo attraversano e le storie che contiene, nell’ansia di saper dar voce a quell’indicibile il quale sempre si cela oltre le apparenze e che solo l’intuizione può afferrare. Affina perciò ulteriormente il proprio vocabolario stilistico, nel tentativo di costruire un lessico che non imbrigli la sua libertà espressiva all’interno di precisi canoni espressivi. In esso quanto conta non è il soggiacere ad una precisa appartenenza, ma l’essere attraversato da un’energia che lo preservi dal manierismo. La tensione in questi lavori, come già in altri precedenti dell’artista, vive nell’incontro con la materia che fa da supporto, con il colore e con i pigmenti che vengono come risucchiati dalla tela grezza e che devono continuamente essere aggiunti, quasi fossero ogni volta chiamati alla vita, con la gestualità che poi opera sui fondi di pittura stratificata. La Sanavio deve nuovamente impossessarsi di una tecnica, sperimentare, senza sosta e ostinatamente, per riuscire a ritrovare la possibilità di replicare certi stilemi e certi schemi di cui, negli anni, si era ormai impadronita. È un lavoro paziente, meticoloso, che si ripete in una continua ritualità, quasi fosse una liturgia quotidiana.
La scelta di dipingere sulla nudità misera della iuta diventa il simbolo di una ricerca che riporti all’ancestralità e alla sacralità delle cose. Non dimentichiamo che San Francesco, quando scelse di spogliarsi di ogni bene materiale per dedicarsi ad una vita povera in comunione con la natura, nella più autentica dimensione evangelica, si vestì con un saio di canapa. Accompagna l’artista, perciò, un’ansia di recupero dei valori legati al rapporto primordiale e semplice che ancora - in alcuni luoghi del pianeta - l’uomo ha con la terra, l’ambiente, con il lavoro umile, faticoso, che spacca la schiena ma offre, come ricompensa, il minimo per sopravvivere alla fame. Ognuno di questi sacchi, che la Sanavio recupera, apre, spazzola, lasciandosi pervadere dal profumo di caffè non ancora tostato che essi contengono, serba una storia, di persone che lo hanno tessuto, costruito; così come riporta alla vita di chi raccoglie questi chicchi preziosi, in zone del mondo così differenti nelle abitudini e nella cultura dalle nostre occidentali. E’ come se, attraverso la possibilità di ripercorrere a ritroso la narrazione che ogni sacco custodisce, riuscisse a ritrovare la voce di certe tradizioni dimenticate, assimilandole e scorgendo in esse la possibilità di quel rapporto profondo che ci lega al creato tutto, alle nostre radici.
Dipingere sui sacchi consente di saggiare una nuova esperienza creativa, nel confronto con un materiale povero, difficile, talvolta lacero. L’espressività che ne scaturisce consegna un valore inedito e nuovo al colore, il quale nasce da sapienti impasti che paiono scaturire dalle zone più profonde della coscienza, da una necessità totale di partecipazione. Ecco che i rossi, i neri, i blu, i bianchi vengono stesi prima in ampie campiture atte a delineare i piani dell’opera, seguendo sovente la lezione del tachisme, poi aggrediti con l’automatismo del gesto, delle incisioni, delle pennellate libere che paiono sciabolate, sempre però bilanciati in una calibrata determinazione ritmica. Assurgono ad una dimensione simbolica, quasi allegorica, poiché non vengono vissuti soltanto come un medium, ma divengono presenza totale e totalizzante, racconto di universi differenti, i quali vogliono richiamare le tenebre e la luce, quel dualismo insito nella vita con cui ognuno di noi è continuamente chiamato a raffrontarsi. Ogni scelta cromatica acquista significato e riesce a “funzionare” - tanto sul piano artistico quanto su quello, appunto, simbolico - solo nell’associazione e contrapposizione delle diverse tinte. La Sanavio probabilmente racconta, in quei neri - quasi sprazzi lividi - ed in quei rossi, che paiono sangue che cola, le lacerazioni e la tragicità ineludibile insite nell’esistere, le medesime che talvolta si presentano come strappi sui sacchi, . Ma a squarciare emergono i bianchi, con quella luce che rompe l’oscurità e apre all’azzurro del cielo; poi vi sono gli ori, i quali - al di là del loro significato alchemico - per eccellenza richiamano la sacralità. Noi tutti percorriamo il nostro destino alla ricerca di continui – e mai definitivi – equilibri. Il compito diuturno dell’essere umano, e ancor più dell’artista, è quello di ricercare spiragli. Lucia li scorge ed attesta tramite queste macchie di luce, così come nel ricorrere di certi suoi segni tipici, quali i graticci spaziali, ovvero quei segni che tracciano sull’impasto cromatico cerchi o rettangoli con le grate, i quali rappresentano delle finestre sul mondo, ma anche sull’ “oltre”. Una dimensione che è richiamo ad una verità profonda, universale, che si trasfigura in una sublime forma di bellezza.
Altresì i volti femminili che appaiono in quasi tutti questi ultimi lavori, sempre affrescati con il bianco, simili a maschere veneziane, vogliono personificare l’inviolabilità e positività dell’elemento femminile, emblema della “Madre Terra”, della vita che si rinnova incessantemente nei suoi cicli, come miracolo che non cessa di reiterarsi. Rievocano anche la bellezza della luna che illumina le notti e si affaccia sul mondo quale elemento rassicurante e materno. Come infatti affermava Picasso, “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”.
Nei sacchi della Sanavio la bellezza scaturisce dalla materia grezza sovrapposta sulla trama del tessuto, con colori che hanno tonalità che paiono pesanti e una densità e una consistenza concreta e palpabile, stesi a strati con spatole o con le mani. Siamo di fronte ad opere pervase da una forte tensione drammatica. L'artista è alle prese con l'ardua impresa di dire, di raffigurare il lato mutevole, invisibile e meno evidente dell’ esistenza. E’ come se producesse un racconto mai concluso, mai pienamente esplicativo, sempre cangiante, come mutevole è la realtà. La finalità è cogliere la vita nel suo flusso, nelle proprie magie ma anche nei suoi lati oscuri, invisibili, sconcertanti, giungendo al fondo di una verità interiore, vissuta con un’adesione totale, quasi in un’istintiva identificazione di sé con le segrete pieghe dell’universo.In queste opere la Sanavio ambisce a concepire una pittura che desidera presentare - ed essere - il tutto, come l’Alef della cultura ebraica, la prima lettera di Dio, un punto senza dimensione in cui c’è la voce del respiro prima di ogni parola, l’anima del mondo.
CRISTINA PALMIERI









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