Biografia

"DICONO DI ME"
Carta, carta pesta: Lucia Sanavio è una delle più note artiste che opera con la carta per costruire le sue immagini. Vi lascia anche le sue impressioni, la sua presenza. La carta, scelta quale materiale nobile e continuo nell’uso comune. La carta, scelta per la sua duttilità, per la sua possibilità di essere modellata, ispessita, avvolta. Carta, carta pesta: capace di ampliare le suggestioni nella scabrosità delle superfici, spandendo gli effetti di colore, incidendo la luce lungo il percorso. Scultura e pittura si fondono nella tecnica di realizzazione in queste opere di Lucia Sanavio. Bellezza e speranza, desiderio e dolore, si insinuano nella modellazione delle varie articolazioni rappresentative. La capacità dell’artista è di infondere in una materia così diversa, in una materia antica e così fragile, l’esito voluto. Una ricerca artistica ed un risultato artistico. Vi si aggiungono tocchi personali: pigmenti in oro, petali di rosa, smalti e colori a tempera. Uso di materiali che sottolineano la modernità della rappresentazione in dote e consumo anche oggi, nella nostra realtà attuale. Lucia Sanavio ci porta nel suo universo, concettualmente impegnato, spesso e materico, complesso ed assurdo, ma con una profonda verità e con le grandi potenzialità da vedere e da considerare in quella umanità così scelta e voluta, così vista e sentita, in modo tutto suo e personale, dall’artista.
C’è anche la Natura. Fitta, ombrosa, bronzea. Un alternarsi di toni radiosi e cupi, di gravità e levità, un modo intenso ed efficiente affinché l’Arte – in corrispondenza con la Natura – possa accettare serenamente i sacri limiti imposti dall’alternarsi delle stagioni e dalle leggi della evoluzione, e ne canti, però e sempre, la struggente bellezza proprio nel suo perenne consumarsi. Perché l’arte, in quanto tale, ha bisogno di rinnovarsi insieme al trascorrere del tempo, nei vari concetti ed interpretazioni, per divenire eterna e far parte della storia della umanità. Immagini come bianchi volti femminili ed ornamenti di rose. Una preziosità quest’ultima che diviene parte dell’assetto compositivo lasciando l’osservatore in una sospensione assorta, unendosi poi all’idea dell’artista che ha voluto fissare sulla carta e tramite la carta lo svagato stupore che gli è rimasto del soggetto raffigurato: un grande silenzio, una sospesa profondità, un lungo dubbio che va dal piacere della vita sino al dolore della morte. Rimangono, e ci tengono in attonito pensare, le raffinate interpretazione di Lucia Sanavio, fermentate in una atmosfera vagamente surreale ed infine ricondotte ai grandi dubbi e ai vari sussulti della misteriosa, quanto irrisolta presenza dell’essere umano sulla terra.
Dott. Giorgio Falossi



"Alle radici dell' Anima" (2021)
Lucia è una pittrice molto particolare ma prima di questo è una donna che ha saputo coltivare - per riprendere l’immagine di poc’anzi - il proprio giardino interiore e ne ha fatto sbocciare fiori di bellezza e di grazia.
Queste sue caratteristiche umane sono le stesse che riversa sulla tela: il suo pennello si intinge non solo di colore ma di luce e di spiritualità.
Lei stessa non ne fa un mistero: la spiritualità è principio, mezzo e fine della sua opera pittorica.
Perché tutto questo? Quale è il motivo che l’ha spinta? E in che modo riesce a rendere “materia” un concetto così etereo?
“Tutti abbiamo bisogno di spiritualità e di consapevolezza - sostiene l’artista - ed è questo il motivo che mi ha spinta ad intraprendere una ricerca personale che ha trasformato non soltanto la mia pittura ma anche la mia persona, sia come donna che come essere umano”.
Questa ricerca si muove su due binari paralleli: da un lato l’arte “canonica” su supporto bianco intelaiato, dall’altro l’originalità che si esprime attraverso la sperimentazione sui sacchi di caffè.
Un velato accenno alla figura di San Francesco d’Assisi, di cui è molto devota, che è stato al contempo pittore e tela di se stesso.
Perché i sacchi di caffè? Perché sono un simbolo, sono l’immagine del mondo, della madre terra e del percorso umano. Nel sacco del caffè troviamo da un lato la tela grezza, che viene tessuta e lavorata dall’uomo, dall’altro il caffè, frutto della natura che sgorga della terra e approda sulla tavola di miliardi di esseri umani.
Un matrimonio che esprime molto più di quello che appare perché racchiude in sé il seme della riunificazione tra l’uomo e la natura, tra il lavoro e il godimento, tra la materia e lo spirito.
Al centro della sua ricerca, la donna, non solo come genere umano femminile ma come metafora - o meglio - come archetipo della madre, della terra, dell’energia, della spiritualità.
La donna è anche la “casa”, un luogo protetto che accoglie la vita dentro di sé ma che, al tempo stesso, ha le finestre aperte sul mondo. Queste finestre sono simboleggiate dall’oro, onnipresente nelle tele dell’artista. L’oro è luce, splendore, regalità ma è anche trascendenza, divinità, immortalità. Come per le icone bizantine, l’oro esprime la nostra parte animica, la nostra natura ad un tempo umana e divina, la nostra ricchezza interiore; in una parola, la spiritualità.
Durante il primo lockdown Lucia Sanavìo ha lavorato tantissimo sulla figura della madre e, di riflesso, sul tema della vita.
In un momento in cui tutto sembrava chiudersi e implodere, l’artista ha voluto dar voce - attraverso luce e colori - all’anelito di coloro che hanno continuato a credere, a sperare, a creare, ad esistere.
Nasce così “Matrioska”, la mamma-casa, che contiene in sé il suo Io profondo, la sua vera identità ma anche la speranza e la vitalità di un seme che nessuno può estirparle.
La tela grezza su cui è dipinta enfatizza esponenzialmente il senso di libertà e, allo stesso tempo, di attaccamento alle radici ancestrali che fanno parte della natura umana.
Le radici sono fondamentali perché danno stabilità ed è appunto su questo concetto che l’artista lavora incessantemente: tornare alle radici.
Come la vita delle persone, non tutti i sacchi di juta sono uguali: a seconda della provenienze e della lavorazione, differiscono per spessore, composizione e trama. Quindi talvolta occorrono più stesure affinché il colore si depositi e la figura emerga in tutto il suo splendore. Ma alla fine il risultato lascia a bocca aperta.
Qualunque siano i “difetti” della tela, non fanno che accrescerne il valore e l’unicità. Talvolta è addirittura necessario inventare nuove amalgame affinché il colore resti ancorato al suo supporto: non trovate che sia una perfetta metafora della vita? Quindi, perché tormentarsi? Qualunque cosa accada siamo e saremo sempre una perfetta ed inimitabile opera d’arte!
Il bello di queste opere risiede anche nel fatto che non sono intelaiate ma rimangono così, libere di esprimere loro stesse senza alcuna costrizione. Versatili nelle loro espressioni, possono diventare quadro da parete, tappeto, tovaglia, arazzo. Oppure “specchio”.
Pur essendo realizzate con impasti indelebili di colori e oro macerato, l’osservatore attento si accorgerà di quanto esse siano cangianti e “vive”, poiché pulsano all’unisono con coloro che le hanno accolte nella propria casa e nella propria esistenza.
Come la luna, questi magici dipinti mostrano a tutti la loro faccia luminosa ma, a coloro per cui sono nati, fanno emergere la faccia nascosta, quella oscura in quanto invisibile a tutti tranne che a loro stessi.
Le opere di Lucia Sanavìo sono solitamente molto grandi e lei vi si immerge completamente, anima e corpo al punto che lei stessa è, in qualche modo, parte integrante del dipinto. L’opera che nasce è quindi un’impronta fisica dell’artista che imprime sulla tela, grazie a un’alchimia sconosciuta, un frammento della propria anima.
Tutti ciò non sfugge all’occhio dell’osservatore, indipendentemente dal fatto che sia o meno avvezzo al linguaggio spirituale. Del resto, spiritualità equivale ad umanità e, in questo senso, le opere della Sanavìo sono accessibili a tutti.

Simona HeArt Giornalista dell'Anima ,Curatrice d'Arte



I SACCHI DI IUTA: “L’ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA” ( 2020)

Ogni opera di Lucia Sanavio appare come un enigma, come la possibilità di una realtà che sembra intuita al di là di ogni conoscenza razionale, rivelata dal dialogo con gli strati più profondi dell’io, in quella dimensione in cui lo spirito percorre l’ignoto – dentro e fuori di sé – per osare il confronto con il mistero. Come ha testimoniato il Novecento, la grande avventura e scommessa di un artista si concretizza nella capacità di cogliere il visibile nell’invisibile. Le strade laiche della contemporaneità non hanno potuto cancellare la necessità, viva nell’uomo, di intessere un dialogo con il trascendente. L’arte rappresenta uno spiraglio per indovinare ed immaginare quella dimensione sacrale insita nell’esistenza e alla quale, incessantemente, ognuno di noi anela, nel proprio investigare la verità. Quanto la definisce, oserei dire, è proprio la possibilità di avvicinare chi vi si accosta alla dimensione dell'assoluto, il che significa consegnare un’interpretazione che non sarà mai univoca e conclusa in se stessa, ma in grado di rimandare a significati ogni volta differenti, proprio perché l’arte, nella sua accezione più ampia, non è mai stata semplice rappresentazione del vero. Nasce, piuttosto, laddove un autore sappia condurci al confine degli arcani irrisolti, forse insolubili, che riguardano la vita umana.
Lucia Sanavio, nell’immaginare il nuovo ciclo dei suoi lavori, realizzati sulla iuta grezza dei sacchi del caffè, sembra proprio essere mossa dalla necessità di spingersi, ancor più che in passato, verso la conquista di una dimensione poetica in grado di rivelare un universo, con le sue energie, le sue tensioni, le lacerazioni che lo attraversano e le storie che contiene, nell’ansia di saper dar voce a quell’indicibile il quale sempre si cela oltre le apparenze e che solo l’intuizione può afferrare. Affina perciò ulteriormente il proprio vocabolario stilistico, nel tentativo di costruire un lessico che non imbrigli la sua libertà espressiva all’interno di precisi canoni espressivi. In esso quanto conta non è il soggiacere ad una precisa appartenenza, ma l’essere attraversato da un’energia che lo preservi dal manierismo. La tensione in questi lavori, come già in altri precedenti dell’artista, vive nell’incontro con la materia che fa da supporto, con il colore e con i pigmenti che vengono come risucchiati dalla tela grezza e che devono continuamente essere aggiunti, quasi fossero ogni volta chiamati alla vita, con la gestualità che poi opera sui fondi di pittura stratificata. La Sanavio deve nuovamente impossessarsi di una tecnica, sperimentare, senza sosta e ostinatamente, per riuscire a ritrovare la possibilità di replicare certi stilemi e certi schemi di cui, negli anni, si era ormai impadronita. È un lavoro paziente, meticoloso, che si ripete in una continua ritualità, quasi fosse una liturgia quotidiana.
La scelta di dipingere sulla nudità misera della iuta diventa il simbolo di una ricerca che riporti all’ancestralità e alla sacralità delle cose. Non dimentichiamo che San Francesco, quando scelse di spogliarsi di ogni bene materiale per dedicarsi ad una vita povera in comunione con la natura, nella più autentica dimensione evangelica, si vestì con un saio di canapa. Accompagna l’artista, perciò, un’ansia di recupero dei valori legati al rapporto primordiale e semplice che ancora - in alcuni luoghi del pianeta - l’uomo ha con la terra, l’ambiente, con il lavoro umile, faticoso, che spacca la schiena ma offre, come ricompensa, il minimo per sopravvivere alla fame. Ognuno di questi sacchi, che la Sanavio recupera, apre, spazzola, lasciandosi pervadere dal profumo di caffè non ancora tostato che essi contengono, serba una storia, di persone che lo hanno tessuto, costruito; così come riporta alla vita di chi raccoglie questi chicchi preziosi, in zone del mondo così differenti nelle abitudini e nella cultura dalle nostre occidentali. E’ come se, attraverso la possibilità di ripercorrere a ritroso la narrazione che ogni sacco custodisce, riuscisse a ritrovare la voce di certe tradizioni dimenticate, assimilandole e scorgendo in esse la possibilità di quel rapporto profondo che ci lega al creato tutto, alle nostre radici.
Dipingere sui sacchi consente di saggiare una nuova esperienza creativa, nel confronto con un materiale povero, difficile, talvolta lacero. L’espressività che ne scaturisce consegna un valore inedito e nuovo al colore, il quale nasce da sapienti impasti che paiono scaturire dalle zone più profonde della coscienza, da una necessità totale di partecipazione. Ecco che i rossi, i neri, i blu, i bianchi vengono stesi prima in ampie campiture atte a delineare i piani dell’opera, seguendo sovente la lezione del tachisme, poi aggrediti con l’automatismo del gesto, delle incisioni, delle pennellate libere che paiono sciabolate, sempre però bilanciati in una calibrata determinazione ritmica. Assurgono ad una dimensione simbolica, quasi allegorica, poiché non vengono vissuti soltanto come un medium, ma divengono presenza totale e totalizzante, racconto di universi differenti, i quali vogliono richiamare le tenebre e la luce, quel dualismo insito nella vita con cui ognuno di noi è continuamente chiamato a raffrontarsi. Ogni scelta cromatica acquista significato e riesce a “funzionare” - tanto sul piano artistico quanto su quello, appunto, simbolico - solo nell’associazione e contrapposizione delle diverse tinte. La Sanavio probabilmente racconta, in quei neri - quasi sprazzi lividi - ed in quei rossi, che paiono sangue che cola, le lacerazioni e la tragicità ineludibile insite nell’esistere, le medesime che talvolta si presentano come strappi sui sacchi, . Ma a squarciare emergono i bianchi, con quella luce che rompe l’oscurità e apre all’azzurro del cielo; poi vi sono gli ori, i quali - al di là del loro significato alchemico - per eccellenza richiamano la sacralità. Noi tutti percorriamo il nostro destino alla ricerca di continui – e mai definitivi – equilibri. Il compito diuturno dell’essere umano, e ancor più dell’artista, è quello di ricercare spiragli. Lucia li scorge ed attesta tramite queste macchie di luce, così come nel ricorrere di certi suoi segni tipici, quali i graticci spaziali, ovvero quei segni che tracciano sull’impasto cromatico cerchi o rettangoli con le grate, i quali rappresentano delle finestre sul mondo, ma anche sull’ “oltre”. Una dimensione che è richiamo ad una verità profonda, universale, che si trasfigura in una sublime forma di bellezza.
Altresì i volti femminili che appaiono in quasi tutti questi ultimi lavori, sempre affrescati con il bianco, simili a maschere veneziane, vogliono personificare l’inviolabilità e positività dell’elemento femminile, emblema della “Madre Terra”, della vita che si rinnova incessantemente nei suoi cicli, come miracolo che non cessa di reiterarsi. Rievocano anche la bellezza della luna che illumina le notti e si affaccia sul mondo quale elemento rassicurante e materno. Come infatti affermava Picasso, “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”.
Nei sacchi della Sanavio la bellezza scaturisce dalla materia grezza sovrapposta sulla trama del tessuto, con colori che hanno tonalità che paiono pesanti e una densità e una consistenza concreta e palpabile, stesi a strati con spatole o con le mani. Siamo di fronte ad opere pervase da una forte tensione drammatica. L'artista è alle prese con l'ardua impresa di dire, di raffigurare il lato mutevole, invisibile e meno evidente dell’ esistenza. E’ come se producesse un racconto mai concluso, mai pienamente esplicativo, sempre cangiante, come mutevole è la realtà. La finalità è cogliere la vita nel suo flusso, nelle proprie magie ma anche nei suoi lati oscuri, invisibili, sconcertanti, giungendo al fondo di una verità interiore, vissuta con un’adesione totale, quasi in un’istintiva identificazione di sé con le segrete pieghe dell’universo. In queste opere la Sanavio ambisce a concepire una pittura che desidera presentare - ed essere - il tutto, come l’Alef della cultura ebraica, la prima lettera di Dio, un punto senza dimensione in cui c’è la voce del respiro prima di ogni parola, l’anima del mondo.

Cristina Palmieri Critica d'Arte


" Sussurri e Grida l" e forme pittoriche del cammino umano 2019
“ I dipinti della Sanavio ci permettono innanzitutto di approcciare l’arte in generale, quindi di entrare nel mondo pittorico dell’artista venendone sorpresi ed avvinti ed infine ci convincono che quanto esposto è anche un qualcosa che ci appartiene e che ci fa correlare l’arte alla vita, alla vita nostra e di tutti coloro che con noi interagiscono, per un più pieno e lieto sviluppo del nostro cammino.
L’esposizione di questi quadri ci ricorda dapprima come avvicinarci alla pittura, insegnandoci che quella visione fugace che di solito prestiamo ai dipinti, dai grandi capolavori a quelli di artisti ancora da scoprire, se basta a farci entrare con empatia o pure immediato trasporto nella visione proposta, spesso non riesce a cogliere la piena potenzialità e gli intenti di quanto si agita sulla tela.
Occorre avvicinarsi alla superficie del dipinto, scrutare il linguaggio delle pennellate, delle contrapposizioni di forme-luci-e colori, osservare in prossimità gli sfondi dove appaiono figure e segni prima invisibili, per scoprire così all’interno dell’opera altri elementi significativi, originanti una vibrante dialettica tra le parti e le parti e il tutto, che nell’intenzione del pittore esprimono un senso ben oltre l’usuale visione estemporanea, a distanza di spazio come di sentimenti.
Ed è quanto accade con i dipinti della Sanavio, che attirano inizialmente per via della loro forza cromatica, di una carica decorativa derivante da una sensibilità femminile che si nutre anche del valore simbolico ed universale dell’oro e baluginii preziosi, della dinamica compositiva che muove abilmente le forme e le forze nel quadro e che si impone con immediatezza e piacere nel nostro vedere e sentire.
Ma tutto questo non basta: i dipinti della Sanavio non sono solo delle belle campiture di colore, delle riuscite tappezzerie cromatiche, delle danze figurative ed astratte che s’accontentano di essere ammirate da lontano ad onor dell’artista. No, tutti questi quadri esigono l’ulteriore livello, vogliono che ci si avvicini, che si presti attenzione al più sottile e nascosto intrico di linee, di scalfiture, di graffi cromatici e materici che sconvolgono questo suadente scenario pittorico, facendolo significare ed esprimere in una maniera diversa ed essenziale. Non solo, ci invitano a scoprire gli antagonismi tra queste diverse parti del quadro, il loro diverso pulsare, il loro agire un dialogo continuo sulla tela.

Giorgio Fedeli Critico e curatore d'Arte



Nelle opere di Lucia Sanavio non esiste stasi, ma una continua collissione della materia con l'anima dell'artista, ed in parte dello spetttatore, di fronte a cui ci si trova disarmati e soli con la propria interiorità.
L'azione è più che evidente, l'equilibrio tende ad infrangersi tra le pennellate e la voce della materia e del colore travalica il nostro pensiero, fino a trovare casa dentro di noi. Quasi come un'emergenza di fissare un mondo o una visione mentale che tende a scomparire: ed è proprio questa artista che tenta di solidificare l'immediatezza di un'esperienza non reale generata da un'emozione.

Giulia Tansini Dott.ssa in Scienze dei Beni Culturali


L'arte di Lucia Sanavio
Nasce dall'anima lo stile pittorico di Lucia Sanavio, artista lombarda. Un gesto all'apparenza semplice ma deciso, mai banale. Anima e mente viaggiano simultaneamente senza mai sovrapporsi, in modo chiaro e determinato. Quello che stupisce vedendo i suoi dipinti è il perfetto equilibrio che l'artista crea nel momento in cui mescola colori, rarefazioni cromatiche e presenza emotiva. Astrazione informale che si riduce al minimo essenziale, pennellate che graffiano la tela ed utilizzo del colore nero per evidenziare il suo rigore cromatico. Semplici punti luce, spesso rossi, che accendono la visione d’insieme creando scosse emotive nello spettatore. Che meraviglia ammirare una tela fatta di semplicità e rigore, riduzioni che non fanno assolutamente perdere il forte impatto emotivo che le sue tele trasmettono.

(di Massimo Picchiami)


Soffio delicato di tele piene d’introduzione di colori che tempo e spazio non sanno raccontare. Sorpresa annunciata da albe mutevoli ancorate a cuori limpidi, battiti capaci di ritmi lenti… Componimenti di parole, sillabe che prendono forma da spiragli di vento, caldo e fecondo. Vocali che nella letizia del costruire mòndano le impurità dell’uomo. Fondamento è l’ispirazione. Nettare che sa custodire fra rosso e blu, un’azione ponderata irrazionalmente sopra il cielo con i piedi ben fissati a terra. Stillando i sensi tutto è visibile, arrivare a spiare fra fessure dell’anima, permeare oltre il tatto, il gusto, l’olfatto del bello che trapela da primavere impresse da tratto a tratto. Percuote dolcemente il nostro ego con la sua arte pura, una spiritualità reale non barattata con l’occasione quotidiana in saldo! Vive presente al suo dipinto.

Ciro Cianni Scrittore



La natura e la poetica nella pittura di Lucia Sanavio
Osservando i dipinti dell’artista, la prima suggestione che cattura è l’affollarsi armonioso delle tinte. E’ come se il paesaggio, la vegetazione gli specchi d’acqua non fossero che il pretesto per il dipanarsi di un linguaggio pittorico sciolto e deciso. Sembra voglia andare oltre i ritmi, quasi ossessivi, del mondo vissuto. ”Gioca” con la luce, esce dallo sfondo, va verso il definito dei primi piani e ne focalizza il reale. La pittura dell’artista trascende la natura con una realtà riletta e idealizzata e pervasa da una punta di poeticità partecipazione.
Nelle opere la ricchezza cromatica con quel suo inquieto e variegato sovrapporsi di colori, lo sfrangiarsi delle tinte che rincorrono riflessi nell’ acqua in un susseguirsi di ombre e di luci, sono indicazione sicura della raffinata sensibilità pittorica che l’artista scopre e svela dietro ogni riflesso. Nei suoi paesaggi, uno dei temi fra i più privilegiati, la pittrice trasferisce emozioni, poesia e sensazioni. Ne indaga la luce trasformandola a volte in evanescenze lontane e prospettiche, con una sensibilità decisa a cogliere i particolari e le situazioni di una poesia più “astratta”.
Di conseguenza la trasposizione pittorica si sposta in un ambito percettivo degli stati d’animo e ne tramanda, non una realtà statica, ma un interpretazione personalizzata, che con la luce ha il potere di cambiare scena.
Artista sensibile rappresenta la figura femminile con impasti cromatici volutamente lontani da ogni lucida levigatezza, che testimoniano una maturità pittorica sicura e schietta. Le delicate figure racchiudono profondi sentimenti di umana sensibilità. L’artista quindi, ne sa cogliere l’intimo contenuto dell’anima, dalla quale ne afferra l’essenza, con un gioco cromatico estremamente calibrato. Anche nei “Nudi” la pittrice colloca le forme in uno spazio ideale in cui ombre e luci vivono solo come rapporti cromatrice e testimoniano una spiritualità che la logica anatomica ben evidenziata nei contorni rende “vivi” e spirituali.
Lidia Silanos Critica d'arte e Giornalista



Formazione artistica

Sono nata a Rho il 13 dicembre S. Lucia

L'arte è stata nel mio dna fin da bambina. Mi diplomo in decorazione presso la Scuola Superiore d'Arte Castello Sforzesco di Milano e in seguito all'Accademia Vetrinistica Italiana di Milano, coltivando da sempre la mia più grande passione: la pittura! Il mio percorso espositivo inizia nel 1993 con mostre sia in gallerie private che presso istituzioni pubbliche e partecipando a concorsi internazionali.

Tematiche

Tematiche:
Cerco di dare a tutte le mie opere una "vita propria", ognuna con un tocco di originalità, la voglia di sperimentare continuamente e di dare anima ad un quadro sempre diverso, che si avvicini ad ogni mio nuovo modo di sentire la realtà! Nel figurativo, vengono raffigurati volti femminili che non possiedono i tratti di una bellezza straordinaria, ma ciò che conta è che riescano a trasmettere sensazioni profonde attraverso una ricca espressività, che vuole portare in luce il tema della violenza sulle Donne, problema antico universale di grande e triste attualità.

il mio motto è "I colori sono il mio giardino interiore"...

Tecniche

Tecnica: espressione polimaterica: pigmenti acrilici, smalti, foglia oro, olio, tempera, gessetti, matita, carboncino. creta, argilla, gesso, cartapesta, ferro di recupero, utensili.

Valutazione artistica

Casa D'Aste PICENUM Cingoli (MC) Asta n°5 del 06-05-2017 lotto n° 154 Opera 70x80 Titolo Violenza con certificato di Autenticità
Casa D'Aste PICENUM Cingoli (MC) Asta n°7 del 06-05-2017 lotto n° 78 Opera 70x80 Titolo L'abbraccio del Tramonto. con certificato di autenticità


Bibliografia

Simona HeArt intervista: Lucia Sanavìo, alle radici dell’anima
Intervista link.
https://www.simonaheart.com/2021/09/28/simona-heart-intervista-lucia-sanavio-alle-radici-dellanima/

Attestati / Premi

MOSTRE RECENTI :
presente nella AGENDA degli Artisti 2023 Libreria Bocca Milano curatrice Simona Heart
2022 dic. 12 mar.2023Mostra Personale -RINASCITA "Lo spirito femminino non muore mai" PARRA -BG.OPPIDUM DEGLI OROBI -
2022 -26 nov..Mostra personale DONNE IMMORTALI
Nell'ambito della rassegna NEMMENO CON UN FIORE
del Circuito Mus.E.Opresso la Sala Consiliare -Palazzo Milesi -Gromo Bg.
2022 Personale "IL SOGNO DEL TEMPO SOSPESO" dal 14 al 28 agosto- Opere in CARTAPESTA -Sala Ombrello -Borgo Medioevale Gromo Bg.
2022 Laboratorio Artistico a Gromo " I COLORI DELLA PACE" Atrio Sala Filisetti 21 agosto.
2022 Collettiva luglio/sett. Gromo si Mostra Dedicato alla Pace- Chiesa di San Gregorio
2022 Associazione Artistica Legnanese. 21 Marzo Poesia e Arti visive” dedicata Alda Merini.
2022 Laboratorio Artistico - " Un mantello di fiori" 6 marzo Spazio Museo MAP Gromo Bg.
22021-2022 - Personale "Grida che nessuno ascolta" esposte 2 opere dal 27-11-2021 al 13 Marzo 2022 MUSEO MAP -delle Armi Bianche e delle Pergamene
2021 Presente nell'Agenda degli ARTISTI 2022 Libreria Bocca Edita G. Lodetti curatrice Simona HeArt
2021 Giornalista e Critica d'arte Simona HeArt intervista: Lucia Sanavio ,alle radici dell'anima. online International web post www.internationalwebpost.org.
2021 Partecipazione "Omaggio al Libro" Storica Libreria Bocca Milano
2021 Collettiva Associazione Artistica Legnanese- "E FU L'ALBAA RIDESTARE I NOSTRI SOGNI"
Dante Alighieri - Castello Visconteo Legnano
2021 Mostra Personale "L'ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA"- Sala Filisetti Romano "Residenza del Borgo" Gromo -Bg
2021 Collettiva Premio internaz.le Dante Alighieri -Galleria internaz.le Area Contesa-Roma
2021 Agenda Verdi in posa fotografo internazionale Ferdinando Cioffi per Montabone Editore
2021 Presente nel Catalogo l'Arte in Quarantena Spoleto Arte TG COM24 Edito G. Mondadori
2020/2021 Presente nel Catalogo d'Arte Moderna dal primo novecento ad oggi CAM n°56 Edito Cairo Giorgio Mondadori
2021 Presente nell'Agenda degli Artisti - Storica Libreria Bocca Milano
2020 Partecipazione, Catalogo La Signora delle Stelle Hack -Milano Art Gallery
2020 INTERVISTA Visibile sulla mia pagina FB Lucia Sanavio Art
Presso I TAVOLI HEART- per la Social TV la Storica Libreria Bocca dal 1775 -Milano
2020 Mostra Personale Presso la Galleria Internazionale Le Sorelle Area Contesa Arte-Roma
2020 Presente Alla Mostra Spoleto Arte curata dal Proff. Vittorio Sgarbi
2020 Partecipazione Pro Biennale di Venezia Catalogo Edito G. Mondadori-
2020 Presente nel Catalogo International Art Prize Frida Kahlo Milano Art Gallery
2020 Presente nel Catalogo SEGNALIBRO D'ARTISTA -G. Lodetti & G. Ottaviani -
2020 RECENSIONE " I SACCHI DI IUTA "L'ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA"
di Cristina Palmieri critica d'Arte
2019/2020 Presente nel Catalogo D'Arte Moderna dal primo novecento ad oggi CAM n°55
Edito Giorgio Mondadori
2020 Presente nell'Agenda degli Artisti - Storica Libreria Bocca Milano
2019 RECENSIONE "ESSENZA " di Cristina Palmieri Critica d'Arte
2019 Partecipazione Mostra , presente nel Catalogo Cartoline di Artisti Contemporanei
in occasione del bicentenario de L’Infinito al Caro Giacomo Leopardi
Convegno Palazzo Marino -Milano
2019 Personale “Le forme pittoriche del camminino umano” Villa Pomini -Castellanza-Va
2029 Partecipazione Mostra Contemporary smARTbox Consorzio Santa Trinita- Prato
2019 Mostra Itinerante Presente nel Catalogo Segnalibro d'Artista -G. Lodetti & G. Ottaviani Edito Libreria Bocca Galleria -Milano
2018Partecipazione Mostra Premio Eureka Area Contesa Arte- via Margutta- Roma
2018 Esposizione Presso Art Studio Hotel 38- Milano - a cura Lionella Bianchi -Milano
2018 Partecipazione Mostra L'amore è... Palazzo Campanella Art Academy Artelis- RC
2018 Partecipazione Mostra Con "L’uomo e gli spazi informali" Galleria Medina-Roma
2018 Partecipazione Mostra Arte… in Comune Associazione Artistica Legnanese
2018 Partecipazione Mostra Art Tales Studio Bazzini -Milano
2018 Partecipazione Mostra d’Arte Contemporanea” Palazzo del Bargello -Gubbio
2018 Partecipazione Mostra “Tra Sacro e Profano” Museo Diocesano- Terni
2018 Partecipazione Mostra Filatelia in Rosa CIF Centro Italiano Femminile Castello Visconteo-Legnano (Mi)
2018 Partecipazione Mostra la Bellezza della Creatività solo Artiste Donne! Palazzo Visconti Castelli- Canegrate (Mi)
2017 Mini Personale presso l'Accademia Rousseau- Eureka Eventi d’Arte-Terni
2017 Partecipazione Mostra 70 anni nei sentieri dell’Arte Pinacoteca del Castello-Legnano
2017 Partecipazione Mostra “Arte e Solidarietà' Scarpe d'Artista” Ass.ne. Galleria San Marco Curatrice Paola Biffi- Rho (Mi)