Il pianto di un eclissi

polimaterico, Tela, 2010

Disponibile

"Ilpianto di un eclissi"

Opera del 2010

Sono io. Spaccata a metà. Un corpo che cola e una testa chesanguina.L’oro è di nuovo qui, ma non è più il sogno appiccicoso di Esclusivapurezza. È campo. È deserto. È il colore che prende la vita quando ti ha giàbruciata tutta. È il 2010, e io sono stanca di rinascere. Ogni quadro era unarinascita: pianta, figura bianca, energia. Ma quante volte può rinascere unadonna prima di ammettere che a volte vuole solo piangere?Il rosso sopra è eclissi.È tondo, è occhio, è buco, è utero capovolto. È la luna che si è mangiata ilsole invece di illuminarlo. È tutto quello che ho aspettato e che non èarrivato. È mio marito fruttivendolo, sono i limoni, sono i dopo che non sonodiventati adesso. L’eclissi è quando qualcosa si mette in mezzo tra te e laluce. Io ho vissuto 10 anni in eclissi: c’ero, ma ero al buio.Il corpo è fattodi fili rossi, di nervi scoperti, di sangue che non sta nei vasi. Non ho pelle,non ho carne. Ho solo il sistema circolatorio esposto. Perché nel 2010 nonavevo più difese. Dopo i campi di cotone, dopo le lontananze, dopo la sintesimarrone, dopo i nuovi orizzonti bianchi… alla fine sono rimasta così: undiagramma di dolore che sta in piedi per miracolo.Il cuore è piccolo, è staccato,è a sinistra. Penisola. Non batte più nel petto. L’ho messo fuori perché dentrofaceva troppo male. È il cuore che ho dato via un pezzo alla volta: al banco,alla casa, alle attese, alle scuse. È rimasto poco, e quel poco non lo tengopiù dentro. Lo appendo fuori, così se si rompe lo vedo subito.Il bianco sotto èpianto. È sale. È quello che resta quando l’eclissi finisce e torni a vedere.Vedi che sei sola. Vedi che sei vuota. Vedi che hai dato tutto e nessuno hapreso nota. Il pianto di un’eclissi non fa rumore. È muto. È denso. È il tipodi pianto che ti scava le guance da dentro.Il pensiero critico è questo: leeclissi te le raccontano come fenomeni rari, magici, da guardare col nasoall’insù. Che spettacolo. Ma quando la vivi addosso, l’eclissi è solo buio. Èsolo freddo improvviso in pieno giorno. È solo il momento in cui capisci che laluce non era tua, era prestata. E quando l’altro corpo si sposta, tu resti albuio.Nel 2010 ho capito che io ero l’eclissi di me stessa. Mi mettevo davantialla mia luce da sola. Mi oscuravo per non dare fastidio. Mi facevo piccolaperché il sole di un altro potesse brillare. Questo quadro è il momento in cuiho pianto per tutti gli anni passati in ombra.L’ho chiamata Il pianto diun’eclissi perché il buio, quando finisce, lascia acqua. Lascia sale. Lasciaquesto corpo di fili rossi che finalmente si svuota. Non è rinascita. È resa. Èverità.Sono fili, sono lacrime, sono cuore fuori posto.

L’eclissi è passata.

E io ho ricominciato a vedere quanto ero vuota.

Informazioni generali

  • Categoria: Arte Materica

  • Eseguita il: 19 febbraio 2010

Informazioni tecniche

  • Misure: 50 cm x 100 cm x 2 cm
  • Tecnica: polimaterico
  • Stile: astrattismo
  • Supporto: Tela

Informazioni sulla vendita

  • Collezione: Italia custodita dall'artista.
  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA241687
  • Archiviata il: 12/04/2026

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