Il volo quotidiano
polimaterico, Tela, 2009
"Ilvolo quotidiano"
Spezzata. Filo spinato azzurro su fondo pallido. Non volo.Mi tengo insieme. Il bianco è di nuovo lì, ma non è più cancellazione come neiNuovi orizzonti. È stanchezza. È il colore che prende la carta quando la pieghie la riapri mille volte. Sono spiegazzata. Sono tutte le volte che mi sonoaperta e richiusa, che sono partita e tornata, che ho detto da domani e poi eradi nuovo oggi. L’ azzurro è nervoso, è rotto, è fatto di tratti che non siincontrano. È il mio sistema nervoso nel quotidiano. Non è il blu calmo delmare di All’orizzonte. È il blu elettrico di quando devi tenere insieme laspesa, la casa, il lavoro, i ricordi, la rabbia vecchia e la speranza nuova, eti senti un circuito che sta per saltare. Ci sono cerchi, ci sono occhi, cisono bersagli. Sono i punti che devo centrare ogni giorno: sveglia, mercato,conti, silenzio, cena, letto. Sono gli obiettivi che mi metto da sola perché senon me li do io non me li dà nessuno. Sono anche gli occhi che mi hannoguardata per anni e non mi hanno mai vista davvero. Ora li ho tatuati addosso,e mi guardo da sola. Le linee marroni sono strappi. Sono le cicatrici deiquadri di prima. È il ruggine della sintesi dell’arcobaleno che torna fuori. Èil marrone della terra quando la calpesti tutti i giorni. Il quotidiano non èvolo. È camminare sullo stesso sentiero fino a consumarlo. È rifare gli stessigesti fino a diventare il gesto. Il pensiero critico è questo: ci vendono ilvolo come evasione. Libera la mente, sogna in grande, vola alto. Poi ti sveglie devi comunque pagare le bollette. Il volo quotidiano non è planare sopra lecose. È restare sospesa dieci centimetri da terra mentre fai tutto quello chefacevi prima, solo che adesso hai i piedi che non toccano. Sei leggera persfinimento, non per grazia. Dopo la pianta di Trasmissioni di energia, dopo lafigura bianca dei Nuovi orizzonti, pensavo di essere arrivata. E invece no. Ilquotidiano ti riporta giù. Ti riframmenta. Ti costringe a tenere insieme ipezzi con il filo di ferro perché la colla è finita. Questo azzurro è filo diferro. È quello che uso per non cadere a pezzi mentre faccio finta di volare.L’ho chiamata Il volo quotidiano con ironia feroce. Perché non sto volando. Storesistendo alla gravità. Sto facendo equilibrismo sopra la mia vita normale,che è la stessa di prima ma con me cambiata dentro. Fuori è tutto uguale: glistessi gesti, gli stessi giorni, la stessa fatica. Dentro c’è una donna che havisto il rosso, il verde, il bianco, e adesso deve tornare a fare la spesa. Nonci sono ali. Ci sono nervi tesi.
Non c’è il cielo. C’è il soffitto basso dei giorni tuttiuguali.
Ma sto su.
Con il filo spinato.
E lo chiamo volo perché se lo chiamo caduta, allora cadodavvero.
Informazioni generali
-
Categoria: Arte Materica
-
Eseguita il: 18 febbraio 2009
Informazioni tecniche
- Misure: 60 cm x 80 cm x 2 cm
- Tecnica: polimaterico
- Stile: astrattismo
- Supporto: Tela
Informazioni sulla vendita
- Collezione: Italia custodita dall'artista.
- Disponibile: si
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA241689
- Archiviata il: 12/04/2026
Hai bisogno di informazioni?
Vuoi chiedere maggiori informazioni sull'opera? Vuoi conoscere il prezzo o fare una proposta di acquisto? Lasciami un messaggio, risponderò al più presto
