Sintesi di un arcobaleno

polimaterico, Tela, 2009

Disponibile

"Sintesidi un arcobaleno"

Sono io. Di nuovo pianta, di nuovo senza pelle, ma stavoltanon esplodo. Contengo.L’arcobaleno non c’è. Non ci sono i sette coloriseparati, puliti, in fila come a scuola. C’è una sintesi. Un impasto. Ocra, ruggine,oro vecchio, carne bruciata. È quello che resta quando prendi il rosso dellarabbia, il giallo dei limoni, il verde del cotone, il blu delle lontananze, ilrosa dei sogni sbiaditi e li mescoli tutti. Non viene il bianco. Viene questo.Viene vita vissuta.Il corpo è secco, è rami, è nervi. Non è più verde come nel2009 quando l’energia era appena tornata. Qui è autunno. Qui è dopo. Qui èquando hai capito che l’energia non basta: serve anche la direzione. Le bracciasono aperte ma non chiedono. Offrono, o forse si arrendono. Non lo so piùneanche io. Dopo anni di macchia, di maschera, di frutta, il gesto è ambiguo: èun abbraccio o è una croce?La luna è enorme, è bianca, è spenta. Non illumina,pesa. È tutti i cicli che ho passato: le rinascite lunari, le notti da sola, imesi che tornavano uguali. È lì, piena, ma non mi guarda. È indifferente comeil cielo sopra i campi di cotone. Ho smesso di aspettare che la luna mi salvi.La guardo e basta.Il cielo è rosa-marrone, è malato, è polvere. È il colore cheprende l’arcobaleno quando lo attraversi con i piedi nel fango. Perché a mel’arcobaleno non è mai arrivato pulito. Mi è arrivato dopo la pioggia, sì, maio ero già fradicia da giorni. Mi è arrivato quando avevo già i vestitiincollati addosso, quando avevo già freddo.Il pensiero critico è questo: civendono l’arcobaleno come promessa. Dopo la tempesta arriva l’arcobaleno.Resisti che poi vedi i colori. Stronzate. Dopo la tempesta arrivi tu, bagnata,stanca, con le ossa rotte. E se l’arcobaleno c’è, te lo devi strizzare fuoridalle costole. Te lo devi impastare da sola con tutto il fango che haiaddosso.La sintesi è questa: non sono più rossa di rabbia, non sono più gialladi limoni, non sono più verde di speranza acerba. Sono tutto insieme. Sono ilcolore che viene quando hai smesso di separare i dolori. Quando hai smesso didire questo è il lavoro, questo è il matrimonio, questo è mia madre. È tuttonello stesso barattolo. È tutto sulla stessa pelle.L’ho chiamata Sintesi di unarcobaleno perché è una presa in giro e una verità. Non c’è l’arco, non c’è lamagia, non c’è il ponte. C’è il sedimento. C’è quello che resta sul fondoquando la vita ti ha mescolata tanto. E quel sedimento, sorprendentemente, sonoio. Non sono bella come un arcobaleno. Sono vera come la terra dopo lapioggia.Non volo, non splendo, non prometto niente.

Sto in piedi, secca e storta, con le braccia aperte.

E dentro ho tutti i colori che non ho mai potuto usare unoalla volta.

Informazioni generali

  • Categoria: Arte Materica

  • Eseguita il: 07 novembre 2009

Informazioni tecniche

  • Misure: 40 cm x 50 cm x 2 cm
  • Tecnica: polimaterico
  • Stile: astrattismo
  • Supporto: Tela

Informazioni sulla vendita

  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA241691
  • Archiviata il: 12/04/2026

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