figlia di esmeralda

polimaterico, Tela, 2009

Disponibile

"Figliadi Esmeralda"

Sono io. Figlia di Esmeralda. Anche se mia madre non sichiamava così. Esmeralda è il nome che mi sono data quando ho capito da dovevengo.Il giallo è ovunque. È malato, è acido, è luce sporca. È il colore che horespirato per anni al mercato, tra i limoni di mio marito. È il colore che miha cresciuta. Esmeralda era gialla anche lei: gialla di fatica, gialla di bilemandata giù, gialla di giorni tutti uguali passati a far quadrare conti che nontornavano mai.Sto seduta, spoglia, con le gambe raccolte. Non sono nuda persedurre. Sono nuda perché non ho più niente da togliermi. I vestiti li holasciati nei campi di cotone, la maschera da pagliaccio l’ho appesa nel 2005,la pazienza l’ho finita con le cassette. Questo è quello che resta quandosmetti di recitare: un corpo stanco che si tiene insieme.Attorno è selva. Ramisecchi, foglie che graffiano, blu che taglia. Sono le donne della mia famiglia.Mia madre, mia nonna, tutte quelle venute prima di me. Donne che non hannoavuto nome sui quadri. Donne che erano sfondo, che erano mani, che erano mogliedi. Esmeralda è tutte loro. È la stirpe delle invisibili che mi scorre nelsangue.Il verde è duro, è contorto, è senza fiori. È la genealogia femminilequando nessuno la annaffia. Cresce lo stesso, ma cresce storta. Cresce forte,ma cresce arrabbiata. Io sono cresciuta così: senza acqua, senza sole, senzaspazio. Ho imparato a farmi tronco da sola.Il cerchio bianco dietro è una luna,è un occhio, è un buco. È il vuoto che Esmeralda mi ha lasciato in eredità. Èla domanda che non ha mai fatto ad alta voce: e tu, figlia, chi vuoi essere?Perché lei non ha potuto scegliere. Perché lei è stata frutta prima di esseredonna, come me. Perché lei ha guardato l’orizzonte e ci ha visto solo altrolavoro.Io sto lì, seduta, e per la prima volta non raccolgo niente. Non lucido,non conto, non servo. Sto. E nel mio stare c’è tutto il suo non aver potutostare. Sono figlia di Esmeralda perché ho il suo stesso giallo addosso, lastessa schiena curva, la stessa bocca cucita. Ma sono figlia perché posso fareuna cosa che lei non ha fatto: nominarla.Il pensiero è questo: per anni hocreduto di essere solo la moglie del fruttivendolo. Poi ho capito che ero anchela figlia di tutte le donne venute prima. Quelle che non hanno avuto il rosso el’oro addosso. Quelle che sono rimaste macchia per sempre. Io la macchia l’hoattraversata. Io il nome me lo sono scritto dietro.L’ho chiamata Figlia diEsmeralda perché mia madre non ha mai avuto un quadro. Io sì. E in questoquadro ci metto lei, ci metto me, ci metto tutte quelle che sono venute su apane e lontananze. Non per bellezza. Per giustizia.Sono seduta nel giallo dacui vengo.Ma non sono più gialla dentro.

Informazioni generali

  • Categoria: Arte Materica

  • Eseguita il: 16 ottobre 2009

Informazioni tecniche

  • Misure: 50 cm x 70 cm x 2 cm
  • Tecnica: polimaterico
  • Stile: astrattismo
  • Supporto: Tela

Informazioni sulla vendita

  • Collezione: Italia custodita dall'artista.
  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA241693
  • Archiviata il: 12/04/2026

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