Embrioni riflessi

olio, Tavola, 2008

Disponibile

"Embrione della speranza"Anno 2008Pensiero in prima persona come fossi ioSono io. Il cerchio giallo in basso a sinistra, con il grigio attorno e il verde che esce.L’azzurro pallido sopra è cielo, è distanza, è il colore che aveva Embrione quando stavo tutta chiusa nel liquido. Qui l’uovo si è rotto. Il liquido è evaporato. È rimasto solo l’azzurro dell’aria, l’azzurro del vuoto che viene dopo. È il 2008, l’anno dell’uovo, della veste, dei riflessi, della natura rinata. L’anno in cui ho smesso di stare dentro e ho provato a stare fuori.Il grigio è cenere, è nebbia, è il colore che ha il mondo quando apri gli occhi dopo averli tenuti chiusi troppo. È il grigio di La veste che qui si fa nuvola, si fa peso, si fa “non so dove andare”. È il grigio del dopo-partorito. Perché uscire dall’uovo non è festa. È smarrimento.Il giallo è tuorlo, è centro, è l’unica cosa calda in tutto il quadro. Non è l’oro bruciante di Fox trot 2015. Non è il giallo malato di Piccolo burattinaio 2016. Questo è giallo embrione vero. È giallo uovo fresco. È giallo “non sono ancora niente ma ci sono”. Ha un bordo grigio perché anche la speranza, nel 2008, ha l’ombra. Ha un buco bianco al centro perché anche la speranza, nel 2008, ha un vuoto.Il verde è la novità. Non c’è in Embrione. Non c’è in La veste. Non c’è in Embrioni riflessi. Appare qui per la prima volta dopo Natura rinata. Ma lì era verde acqua, era verde colato, era verde che non sapeva stare in piedi. Questo è verde filo, verde nervo, verde germoglio. Esce dal giallo, taglia il grigio, sale verso l’azzurro. È sottile, è fragile, è spezzato in più punti. Ma c’è. È la prima volta che in un quadro del 2008 qualcosa va verso l’alto e non verso il basso.Dentro il cerchio giallo c’è un piccolo segno verde, curvo. È il primo movimento. È il feto che si gira. È l’idea che si forma. È il “e se provassi” che per anni non ho avuto il coraggio di pensare. È minuscolo. Se non guardi bene non lo vedi. Ma c’è.Il pensiero critico è questo: Embrione della speranza viene dopo La veste. Lì ero svuotata, ero solo stoffa appesa ai rami blu. Qui torno a essere uovo, ma uovo con una differenza: ha il cordone verde. Ha il legame con fuori. Ha la voglia di uscire che non è solo paura.Vengo da Embrioni riflessi dove ero doppia, spaccata, sopra e sotto. Qui sono una sola, e sto in basso a sinistra. Non occupo più tutto il quadro. Non pretendo più di essere il centro. Sto in un angolo, piccola, ma con le radici che provano a salire. Perché la speranza, nel 2008, non è esplosione. È filo verde. È traccia. È l’ostinazione di un colore che nel grigio decide di nascere lo stesso.Non c’è rosso qui.Non c’è nero qui.Non c’è sangue qui.Perché la speranza, quando è embrione, non sanguina.Respira appena.  Questo è l’ultimo quadro del 2008, dopo l’uovo, dopo la veste, dopo i riflessi, dopo la natura colata.È il punto in cui dico: va bene, sono rotta, sono vuota, sono veste appesa.Però dentro il giallo c’è un segno verde.E quel segno verde non chiede permesso.Sale.  Sono embrione della speranza perché ho smesso di aspettare di essere salvata.Ho iniziato a farmi filo verde da sola.E a salire.

Informazioni generali

  • Categoria: Pittura

  • Eseguita il: 10 marzo 2008

Informazioni tecniche

  • Misure: 30 cm x 24 cm
  • Tecnica: olio
  • Stile: figurativo moderno
  • Supporto: Tavola

Informazioni sulla vendita

  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA241833
  • Archiviata il: 16/04/2026

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