Luigi Bombardieri
scultore
Luigi Bombardieri nasce a Stilo (RC) nel 1967 subito dopo la sua famiglia si trasferisce a Roma. Figlio d’arte. Suo padre Domenico Bombardieri trasferitosi con la famiglia nel centro storico di Roma, apre una bottega di scultura ed inizia la sua produzione di opere usando tecniche di lavorazione antiche. Oltre alla grande produzione di opere scultoree a lui commissionate ed inviate sia in Europa che negli Stati Uniti d’America, riceve premi internazionali come nel 1978 il “Gabbiano d’oro” per la sua mostra presso il palazzo della Civiltà e lavoro a Roma Eur, premi per riviste d’arte. Sin da piccolissimo Luigi Bombardieri, contemporaneamente ai suoi studi scolastici, osserva e segue attentamente il padre Domenico Bombardieri nella sua attività artistica nella bottega di scultura in via del Governo vecchio a Roma. Arriva poi in età adolescenziale ad usare concretamente lavorando insieme al padre, queste antiche tecniche di scultura da lui apprese con curiosità, costanza e pazienza. E’ proprio in questi anni che lentamente nasce ed aumenta l’interesse per l’arte scultorea, interesse che si rafforzerà nel tempo fino a sfociare nella sua passione per la scultura dell’arte classica (che lo convincerà a farne la sua attività primaria nella vita), rivelando a se stesso in primis e tramite l’espressione creativa nelle sue opere, il talento e l’amore per questa professione. Sempre negli anni contemporanei alla scuola superiore frequenta il corso di scultura presso la scuola di “Arti Ornamentali” S. Giacomo a Roma. Frequenta spesso la città di Pietrasanta (LU) per accrescere l’esperienza e la conoscenza della materia e dei laboratori di scultura del marmo. Oltre alla sua copiosa produzione scultorea, a lui commissionata da oltre 30 anni, di busti raffiguranti imperatori romani ed arte figurativa, si indicano alcune altre opere e lavori. ANNO 2012 Restauro del paliotto del ‘700 della basilica cattedrale di Maria Ss. Assunta in cielo dei SS. Erasmi e Marciano a Gaeta, secolo XI-XII. ANNO 2017 Busti in marmo ritraenti il presidente ed il direttore generale della “Fondazione Roma” presso palazzo Cipolla in via del Corso, Roma. ANNO 2020 Ha collaborato con ARTE FAB per un rifacimento testa della statua nella tomba privata nel cimitero monumentale acattolico a Roma. ANNO 2021 Lavoro di bassorilievo per la cappella privata del barone Emanuele F.M. Emmanuele facente parte della famiglia dei Cavalieri di Malta. Cappella sita nella chiesa di San Salvatore in Lauro in Roma. Esegue lo stemma di famiglia commissionato dalla famiglia Emanuele F.M Emmanuele. ANNO 2021 Ha collaborato con ARTE FAB per la realizzazione della copia dell’Ercole del II secolo d.C. posto nella terrazza del museo galleria Borghese in Roma. ANNO 2022 Ha collaborato con ARTE FAB per il restauro dei marmi presso la chiesa di San Luigi dei francesi - piazza San Luigi de’ francesi in Roma. L’esperienza artigianale con l’arte del marmo, la sua grande padronanza ed il misurarsi con una materia cosi affascinante, lo ha fatto e lo fa trovare a tutt’oggi a contatto con un mestiere, da lui prediletto per esprimersi, cosi antico e nobile.
Tematiche
Critica alle opere di Luigi Bombardieri VOLTI SENZA TEMPO Dialoghi fra il Mito e la Pietra. Il tempo, nella sua corsa incessante, tende a levigare il ricordo, a sbiadire i contorni della storia. Eppure, esiste un luogo dove il tempo si ferma, cristallizzandosi in una forma immobile eppure vibrante: è il regno della scultura. Le sculture di Luigi Bombardieri qui presentate non solo una semplice esibizione di perizia tecnica, ma un’indagine ontologica sul concetto di volto come archetipo. L'Essenza del Mito Il richiamo al mito non è qui un esercizio di stile neo-neoclassico, ma una necessità narrativa. L’artista Luigi Bombardieri recupera la lezione di Fidia e dei maestri dell'antichità greca, dove il volto non era solo il ritratto di un uomo, ma la manifestazione di un'idea. Nelle sue opere, la fermezza dello sguardo e la compostezza dei lineamenti richiamano quella "nobile semplicità e quieta grandezza" che Johann Joachim Winckelmann individuava come l'anima dell'arte classica. Tuttavia, le sue figure non appartengono al passato; esse abitano un "eterno presente". Guardando il busto maschile dal panneggio screziato, si avverte la stessa tensione psicologica che ritroviamo nei ritratti di Adriano, l'imperatore filosofo: un equilibrio precario tra il dovere pubblico della maschera imperiale e l'introspezione malinconica dell'uomo. La Pietra come Parola Il dialogo "tra il Mito e la Pietra" si fa esplicito nella scelta cromatica dei materiali. Se il volto è il regno del pensiero - reso con la purezza del marmo bianco - il corpo e l'abito sono il regno del destino e della terra, espressi attraverso le venature tormentate dei porfidi e dei marmi colorati. Questo contrasto richiama la tradizione barocca dei "busti composti" di Gian Lorenzo Bernini o di Alessandro Algardi, dove la policromia serviva a dare vita al marmo, a renderlo quasi organico. Nelle sculture di Luigi Bombardieri, la pietra rossa e violacea del panneggio non è solo decorazione; è il sangue della terra che avvolge lo spirito candido del marmo, una metafora della condizione umana, sospesa tra l'aspirazione al divino e la pesantezza della materia. Una Bellezza Necessaria Nella testa scolpita nella densa e ferrosa pietra rossa, l’artista Luigi Bombardieri compie il gesto più audace: fonde pensiero e materia in un unico blocco. Qui, il volto emerge dalla pietra come se fosse sempre stato lì, in attesa di essere liberato, in un atto che ricorda il "non finito" di Michelangelo. La superficie, levigata fino a diventare specchiante, trasforma il ritratto in un simulacro che sembra respirare. In ultima analisi, Volti Senza Tempo di Luigi Bombardieri ci invita a riscoprire noi stessi nello specchio dell'antico. Ogni solco del trapano, ogni venatura del marmo ci ricorda che, sebbene le epoche mutino, le domande dell'uomo restano scolpite nella stessa pietra da millenni.
