Batti’

pittore

Cristian Battista, in arte Batti’, nasce nell' anno 1983 in un’atmosfera sospesa tra musica, pesca e antichità, cresciuto fra due mondi che non si incontrano mai davvero: il quotidiano e il segreto. Sua madre, Elisabetta donna Napoletana, vive l’antiquariato come un labirinto emozionale: cassetti pieni di oggetti dal valore inconfessabile, mobili che non hanno mai trovato casa, specchi che riflettono storie di altri. È da lei che Cristian (BATTI') apprende il rispetto per il vecchio, per ciò che porta addosso il tempo, le abrasioni, il silenzio del non detto.

Suo padre, pittore per passione con lo pseudonimo Emilio B., trasforma la casa in un atelier a cielo sporco. Non è un artista famoso né cerca la notorietà: dipinge per necessità, come un respiro. Già da piccolo, Cristian entra in questo mondo perché, negli anni, la pittrice Rosa Turchini, amica di famiglia, si è fatta portatrice di una passione che trasmette ancor di più al padre e poi, indirettamente, a lui che la tiene in grembo diversi anni prima che sbocci. È lei che invita Emilio B. a sperimentare, a uscire dallo schema tradizionale, a osare con la materia e con il colore che proprio lei gli regala assieme ai suoi pennelli, e quelle conversazioni, quelle visite, quelle tele in corso, segnano profondamente l’infanzia di Cristian. 

Rosa Turchini, con il suo modo diretto e visionario, diventa una presenza silenziosa che attraversa la sua crescita. È grazie a lei che il padre trova il coraggio di andare oltre il disegno “giusto”, e quel coraggio passa a Cristian come un’eredità sommersa: il diritto di sbagliare, di stravolgere, di osare. Cristian, da bambino, osserva i due adulti parlare davanti alle tele, discutere di Schifano, di De Chirico, Modigliani,di pittura che non si limita a rappresentare, ma a rivelare. 

Dopo anni di silenzio, in cui la musica diventa il suo linguaggio quotidiano e la pesca la sua meditazione, Cristian torna a creare. Le sue opere nascono come riti pittorici: tele di arte strana impulsiva mista, dove montaggi, collage, scritte cifrate, frammenti di natura e oggetti usati si sovrappongono in modo caotico ma calcolato. Ogni quadro è un atto di testimonianza di un istante irripetibile, mai un prodotto da mercato.

Non vende mai le sue opere. Anzi, spesso le crea e poi le distrugge, non come gesto di rabbia, ma come compimento necessario del segno: ciò che non è stato visto non è mai esistito del tutto. Questa tensione tra nascere dissolvere si riflette nel nome che sceglie per sé: Batti’, gergo familiare, accorciamento confidenziale, un modo per restare sempre a metà tra il vero e il falso, tra il pubblico e il segreto. 

Così, Cristian Battista "Batti’ " si muove come un’ombra sospesa tra musica, arte, pesca e antichità: il figlio di una madre che parla con gli oggetti, del pittore Emilio B. che ha acceso in lui la fiamma, e della pittrice Rosa Turchini che, da quando era piccolo ad Ardea (Rm), ha trasferito al padre la sua passione e lo ha invitato nella creazione di quadri, aprendo così, senza volerlo, la porta di un mondo che Cristian un giorno avrebbe fatto proprio.Oggi, invogliato ed incitato dalla compagna e dal fratello Antonio appassionato anche lui di Arte, Cristian decide di cambiare passo. Non distrugge più le opere. Le conserva, le protegge, le lascia parlare. Le mette al servizio di chi capisce quello che lui vuole dire, o di chi, semplicemente, riesce a vedere ciò che lui vede nelle sue poche e rare tele e litografie. Non cerca il consenso di massa, ma la comprensione di chi ha occhi adatti: quei pochi che sanno leggere il silenzio, il frammento, il gesto lasciato mezzo sospeso.

Formazione

Formazione naturale, istintiva vera in tutte le sue sfaccettature, belle o brutte che siano le mie tecniche sono originali e fanno parte del mio istinto.