Valeria Della Valle

Ho visto per la prima volta i quadri di Vincenzo Vento molti anni fa e fui subito colpita dalle capacità dell'autore. Solo più tardi ho capito che Vincenzo Vento è un autodidatta. Non l'avrei mai immaginato, vedendo il modo in cui sa trattare i colori e costruire vedute e figure. Quando ho conosciuto meglio il pittore, ho scoperto il segreto del suo modo disinvolto e sapiente di dipingere. Vento non si accontenta come molti " pittori della domenica " , di copiare diligentemente paesaggi e immagini. Vento si applica con passione e grande serietà alla pittura, allo studio e all'esecuzione, senza risparmiarsi. Il suo è un amore totale e disinteressato per l'arte, come i pittori antichi Vento fa tutto da solo prepara le tele, sistema le cornici ma soprattutto sceglie con cura i soggetti e poi comincia il suo lavoro. I soggetti prediletti da Vento sono il mare,la natura, i nudi femminili, i cavalli, le nature morte. Ad essi il pittore si applica con trasporto ed entusiasmo, in una ricerca che sembra non finire mai, per cogliere di quei soggetti, ogni volta, un particolare in più, una sfumatura differente una luce diversa. Ecco allora che dalle mani del pittore escono marine nelle quali l'autore trasferisce tutte le variazioni del blu,boschi nei quali gli alberi vengono trattati con un uso sapiente delle gamme del verde, dell'ocra, del marrone, nudi femminili assorti, spesso sulla riva del mare, donne sirene che sembrano aspettare un Ulisse che non torna e nature morte che talvolta fanno pensare ai grandi pittori figurativi del novecento e soprattutto a uno dei più grandi: Antonio Donghi.
Non stupisca il riferimento a un pittore solo apparentemente "ingenuo". Anche in Vincenzo Vento un occhio distratto potrebbe prendere per ingenui e primitivi alcuni modi di stendere il colore e di tratteggiare le figure. Ma a uno sguardo più attento le opere di Vento si rivelano per quelle che sono : rappresentazioni della realtà che tutti vediamo ma che non tutti sappiamo decifrare. Ecco allora che se osserviamo con attenzione una dopo l'altra, le tele del pittore, riusciamo forse ad accostarci al segreto della sua arte: segreto racchiuso nella sua capacità di far apparire, dietro le onde delle marine, tra la frutta ed i fiori della nature morte, nei corpi pallidi delle donne in attesa, tra i rami degli alberi ondeggianti al sole, tra le criniere dei cavalli che corrono in riva al mare la magia dell'esistenza, rappresentata poeticamente nel fluire e nel trascolorare dei colori dalla mano salda e appassionata di Vincenzo Vento.

di Valeria Della Valle
Docente presso l'università La sapienza di Roma e autrice

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