Vincenzo Del Duca

pittore

VincenzoDel Duca è un artista autodidatta è nato il 21/01/1951 a Poderia (SA).

1976si trasferisce a   Carmagnola  (To) dove attualmente vive e lavora

Tecnica:Pastello - Olio - Tecnica mista

E mail: selvaggio82006@libero.it

Formazione

VincenzoDel Duca è un artista che si è fatto da sé. Niente scuole, niente maestri senon quelli che ha conosciuto nel corso della sua personale ricerca artistica,attraverso i libri, le mostre, lo studio non accademico, ma svolto direttamente“sul campo” della tela o del foglio su cui ha deciso di cimentarsi.

 

Nellesue opere progetto e casualità si intrecciano simultaneamente, e la storiadell’arte (dall’impressionismo al futurismo, dall’espressionismo al fauvismo) èun pozzo da cui attingere a piene mani, senza altre riserve se non quelle che illinguaggio dell’arte preserva e protegge.

 

L’artistaorganizza una composizione che nasce da una disciplina interiore, capace diduplicare il mondo, perché – per dirla con Klee - L'arte nonriproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

Siabbandona ai flussi dell’immaginario, senza mai cercare di dominarlo, anzi,assecondandolo per dar vita ad esiti liberi, fuori da qualsiasi attesa.

Lospazio non possiede o descrive profondità: si dà come supporto bidimensionalein cui i segni si dispongono secondo un naturale ordinamento che non perde maila tensione verso il desiderio espressivo.

Edin questa espressività gioca un forte ruolo anche il colore e la tecnica con laquale viene applicato, perché la materia stessa entra a far parte attiva dellacomposizione, incrementando l’intensità dell’opera.

 

Nellesue immagini l’artista cerca sempre di ricreare un disorientamento lineare,capace di rimandare non solo ad una semplice descrizione di un paesaggio o diun oggetto, ma ad una profonda energia interna, costituita dagli infinitiincroci cromatici ottenuti schiacciando direttamente il tubetto del coloresulla tela e poi lavorandolo pazientemente con una punta più o meno acuminatache miscela il pigmento e gli dà forma.

 

Losguardo dello spettatore, allora, penetra sotto la patina spessa del colore,sotto la falsa costruzione della materia e svela l’essenza di un’energia chepassa attraverso i corpi e rende dinamico tutto l’insieme.

Perquesto a Del Duca non importa creare la giusta prospettiva e ridare i correttivolumi: gli oggetti e le (rare) figure sono restituiti come sospesi ealleggeriti del loro peso corporeo, ma non di quello “spirituale”.

 

Sesi guarda attentamente, infatti, nei nodi di un tronco d’albero ci sono degliocchi; alcuni paesaggi sembrano cambiare e modificare, e all’improvviso sembradi vedere una figura sdraiata, o il profilo di un animale. Figure e sfondi sicompenetrano inestricabilmente in una relazione che permette di individuare ipercorsi della sensibilità dell’artista.

 

Ementre lo sguardo dell’osservatore viene portato fuori dalla fascinazione delcolore, la sua mente è indirizzata a riflettere sulla complessità del mondo.C’è sempre, infatti, nelle opere di Del Duca un messaggio implicito di rispettoper l’umanità, che trae spunto da fatti quotidiani (il bullismo, la violenzasulle donne, le catastrofi ambientali), ma che attiva anche riflessioni piùuniversali come le età dell’uomo o il senso della vita.

 

L’elementaritàdell’immagine nasce dunque dall’esigenza di restare sempre dentro l’ambitorigoroso del visibile, salvo poi avvalersi della capacità di suscitare nuoverealtà dentro l’alveo dell’immaginazione. Per questo i suoi quadri non sono maidipinti di getto, ma sono frutto di un lungo impegno di tempo, in cui, apartire da una piccola parte, pian piano si sviluppa tutta la composizione, cherichiede una disciplina attraversata dall’istinto e dalla perizia tecnica.

 

Ogniopera è portatrice di una storia e fonda il suo valore sulla propria autonomiaformale e sulla sua capacità di rimandare ad altre storie e ad altri racconti.Che è poi la forza stessa dell’arte.

 

MarilinaDi Cataldo