4 errori da evitare che rovinano portfolio e credibilità, e cosa fare invece per presentarti in modo professionale.
Entrare inrelazione con una galleria è una delle parti più delicate per chi inizia.
Non è unesame da superare, è una collaborazione professionale.
E ci sonoalcuni errori che vedo fare spessissimo agli artisti emergenti che partono conil piede sbagliato.
1. Inviarelo stesso portfolio a tutte le gallerie
L'errore piùclassico: una mail generica con 20 opere e un allegato pesantissimo, inviata a50 gallerie.
Nessunagalleria espone tutto. Ognuna ha una sua linea, i suoi collezionisti, la suastoria. Se mandi ritratti a chi espone solo astratto concettuale, non è unrifiuto del tuo lavoro, è mancanza di affinità.
Cosa fareinvece: Scegli 5 gallerie davvero affini al tuo linguaggio. Guarda le mostre degli ultimi 12mesi, gli artisti che rappresentano, come comunicano. Invia solo 5-6 operecoerenti tra loro, con un link al sito o a un PDF leggero (max 3-4MB). Mai 20immagini in allegato.
2. Accettarequalsiasi proposta, soprattutto quelle a pagamento senza curatela
"Esposizione3 giorni, 300€, grande visibilità". Se ti è arrivata questa mail, non seil'unico.
Pagare peraffittare un pezzo di muro senza curatela, senza concept, senza comunicatostampa, non costruisce il tuo percorso. Spesso ti ritrovi in collettive con 50artisti diversissimi e nessun visitatore in target.
Cosa fareinvece: Prima didire sì, chiedi sempre: chi cura la mostra? Qual è il concept? Chi sono glialtri artisti? Come viene promossa? Una piccola mostra curata, anche in unospazio indipendente, vale più di dieci vetrine a pagamento.
3.Presentare un portfolio senza filo conduttore
Per paura dinon piacere, molti artisti mettono insieme tutto: un ritratto iperrealista, unpaesaggio di studio, un astratto di prova.
Il risultatonon è versatilità, è confusione. Una galleria non cerca chi sa fare tutto,cerca una voce riconoscibile.
Cosa fareinvece: Scegli unaserie, una ricerca. Se il tuo cuore è ritratto di animali a olio, presenta soloquello. Coerenza non significa chiudersi, significa dare all'altro lapossibilità di capirti e ricordarsi di te.
4.Presentarsi in modo poco professionale
Foto stortefatte sul tavolo di casa, con riflessi e cornice tagliata. Nessuna info sutecnica, formato, anno. Prezzi che cambiano a seconda di chi chiede. Mail cheinizia con "Cosa ne pensate dei miei lavori?".
Non è unaquestione di formalità, è rispetto per il tuo lavoro e per il tempo di chi loguarda.
Non haibisogno di piacere a 50 gallerie. Te ne basta una, quella giusta, che parladavvero il tuo linguaggio e ha voglia di crescere con te.
Quindi,prima di inviare la prossima mail, fermati unmomento: e fai lemosse, giuste Il tuopercorso non si gioca in un invio massivo. Si costruisce con scelte piccole,coerenti e professionali. Il tuolavoro merita di essere presentato con la stessa cura con cui lo crei.
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