Abitare il silenzio
Nota di lettura e cinque poesie da “Tacimento orizzontale” di Mariapia L. Crisafulli
Tacimento orizzontale raccoglie sei anni di scrittura (2019–2025) in un movimento a ritroso che non è ripiegamento, ma verifica. Mariapia L. Crisafulli attraversa silenzio, mito, corpo e memoria scegliendo una postura precisa: sottrarre, vigilare, non cedere al rumore. Come osserva Anna Maria Curci nella prefazione, in questi testi agisce «la forza del mite», una energia tanto più incisiva quanto meno appariscente, capace di tenere desto l’ascolto in un tempo “urlante”.
Il mito – Telemaco, Cassandra, Arianna, Orfeo – non è citazione ma ferita attiva: figure che incarnano perdita, responsabilità, crisi del linguaggio. Un Telemaco che “non sa più parlare”, un’Arianna che resta calva dopo aver donato il suo filo, una nonna centenaria che “ricama gli anni”: immagini che radicano la parola nel corpo e nella relazione.
Nella postfazione Amal Bouchareb parla di una poesia che sceglie il tacere «non come silenzio passivo, ma come postura di ascolto». È qui il centro del libro: una parola che non spiega il mondo, ma lo abita con esattezza e responsabilità. Una poesia che non consola, ma resta.
Salvatore Sblando
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