Tacimento orizzontale di Mariapia L. Crisafulli (Macabor Editore 2025)
Tacimento orizzontale di Mariapia L. Crisafulli è una raccolta poetica intensa e stratificata, costruita attorno al rapporto problematico e necessario tra parola e silenzio. Già il titolo, originale e semanticamente denso, suggerisce una condizione di sospensione: un silenzio che non coincide con l’assenza. La poesia di Mariapia nasce, a mio parere, dalla consapevolezza della crisi della parola contemporanea. In un tempo «urlante», la voce poetica sceglie di non alzare ulteriormente il proprio tono, preferendo una lingua essenziale, sorvegliata e capace di cercare non semplicemente parole giuste, ma «quelle esatte». La raccolta si sviluppa attraverso nuclei tematici differenti, ma profondamente comunicanti: il mito, il corpo, la memoria, il dolore, le relazioni, il confronto generazionale e la dimensione della Storia. Il mito classico viene continuamente rielaborato e sottratto alla sua fissità: figure come Telemaco, Cassandra, Arianna e Orfeo diventano presenze contemporanee, strumenti attraverso cui interrogare la crisi dell’identità e del linguaggio. Particolarmente significativa è la centralità del corpo, inteso come «repertorio di senso». Il corpo conserva ferite, cicatrici, desideri e memorie e diventa il luogo concreto in cui la parola può ancora trovare autenticità. Accanto alla dimensione individuale emerge quella collettiva e storica. Crisafulli rivolge lo sguardo agli ultimi, ai vinti, alle generazioni contrarie e alle memorie che rischiano di essere cancellate. In questo senso la poesia assume il valore di una forma di resistenza e di custodia. Importante è inoltre la presenza della memoria familiare, in particolare della figura della nonna e della casa, luoghi nei quali il passato non è semplice nostalgia, ma materia viva con cui continuare a dialogare. Lo stile dell’autrice è frammentato, ellittico e incisivo. I testi rinunciano spesso alla spiegazione e affidano il significato alla densità delle immagini e alle pause del verso. Tacimento orizzontale è dunque una silloge matura, nonostante la giovane età dell’autrice, capace di confrontarsi con la tradizione senza imitarla. La sua poesia non cerca effetti spettacolari, ma una verità più difficile e discreta, soprattutto autentica. Una raccolta da leggere lentamente, lasciando che ogni frammento continui a risuonare oltre la pagina. Ben fatto Mariapia!
Flavio Almerighi
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