La tela del ragno (Gratella nodale)

encausto, malta e colori ad olio ed iridescenti, tavola, 2016

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA169871
  • Misure:120 cm x 150 cm x 2 cm
  • Tecnica:encausto, malta e colori ad olio ed iridescenti
  • Stile:figuratico moderno
  • Supporto:tavola
Informazioni sulla vendita
  • Collezione:Galleria, Atelier Elisa Marianini Loc. La Torre Via Provinciale 14/h Scarperia e San Piero (50038)
  • Prezzo:€ 2.000,00
  • Disponibile: SI
  • PROPOSTA D'ACQUISTO
PROPOSTA D'ACQUISTO

Informazioni e condizioni di vendita dell'artista

Informazioni generali: Via del Porcellana 39/b Firenze 50123 tel. 055219250 Atelier Elisa Marianini Loc. La Torre Via Provinciale 14/hScarperia San Piero (FI) 50038 cell. 3392933799 Sito Ufficiale Internet: http://www.elisamarianini.it

Spedizioni: Spedizioni con corriere

Vendita: Figlia d’arte, specializzata in tecniche di riproduzione di dipinti antichi. Esegue ritratti, decorazioni, dipinti, trompe l’oeil, restauri. Lavori su commissione e personalizzati. Esegue inoltre opere contemporanee in uno stile personalizzato con encausto e colori iridescenti che propongono un "Nuovo Umanesimo".

Pagamenti: Con contanti o bonifico bancario

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Descrizione

L’opera affronta il tema del viaggio, visto come un percorso dove spesso l’uomo può perdersi, smarrire la strada a causa delle mille difficoltà, trappole che il vivere riserva. Un percorso che ci pone come in una foresta, in un bosco dal quale dobbiamo uscire per ritrovare la luce. Il pericolo è quello di cadere in qualche trappola tesa e proprio nell’immaginario di numerose culture il ragno è visto con una connotazione negativa, in quanto ingannatore, emblema di colui che può attrarre le prede nella sua rete.
Come simbolo, la foresta equivale al labirinto, alla grotta, al sotterraneo, raffigurando il mondo infero, in cui si discende e da cui si risale. Questo senso di smarrimento che prima o poi tutti avvertiamo è dato dai fitti rami degli alberi del bosco oltre i quali sta la luce. Nell'antichità il labirinto era strettamente connesso ai riti funebri tanto che delle danze labirintiche erano praticate anche nei boschi, tracciando in maniera invisibile, un’ampia spirale di volute, di circonvoluzioni, un po’ come fa il ragno per costruire la sua tela regolare e sapiente tanto da sembrare un ricamo. Questa danza a spirale, aveva implicito il richiamo alla morte e alla rinascita.


L’infausta sibologia assegnata al ragno deriva probabilamente da questa sua caratteristica di tessere una rete apparentemente innocua e quasi invisibile e impercettibile, ma in realtà capace di intrappolare mortalmente tutti quegli insetti di cui si ciba, che una volta catturati saranno condotti nella sua tana.
I colori del dipinto sono legati al bosco e al sottobosco: i verdi del muschio e delle foglie, i bruni degli alberi, dei funghi, delle castagne, i rossi dei frutti. La foresta inizialmente sembra impenetrabile ma l’uomo puo’ trovare il giusto sentiero per uscire dal fitto bosco, anche se prima è necessario inglobare le tenebre per rivedere la luce. La tana del ragno, come la caverna è un luogo di passaggio dalla terra al cielo.
La spaccatura nella terra simboleggia un grembo materno, collegato al simbolismo della fecondazione della terra da parte del cielo. Lo stesso Gesù vi è stato sepolto, durante la discesa agli Inferi, prima di ascendere al Cielo e anche la sua nascita era avvenuta in una stalla a Betlemme, rappresentata spesso sotto forma di grotta rupestre o caverna.
Nella grotta di Platone, la luce è percepita soltanto attraverso il suo riflesso e gli esseri attraverso le loro ombre, in attesa della conversione e dell'ascesa dell'anima verso la contemplazione diretta delle Idee. Ovidio invece, narra un episodio mitologico che ha come protagonista Aracne, una giovane fanciulla conosciuta per la sua abilità nella tessitura, la quale osò sfidare in bravura la stessa dea Minerva, protettrice delle Arti, compresa quella della tessitura. La dea per punizione la trasformerà in ragno.
La dicotomia della donna ammaliatrice, ingannatrice che al tempo stesso sa essere angelo del focolare o donna perfida mangiatrice di uomini può anch’essa diventare metafora di questa dualità di luce e tenebre che necessariamente l’uomo deve vivere e conoscere, puntando alla ricerca del luminoso interiore, di tutto ciò che possa materializzare lo spirito e spiritualizzare il corpo.

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  • Codice:GA169871
  • Tipo:Mista
  • Creata nel:2016
  • Archiviata il:domenica 27 settembre 2020