ATTRACTION

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte

APR 21

Quando? Terminato mercoledì 21 aprile 2021

Dove? via Falcone e Borsellino 2/D Bologna, Bologna, (Bologna)

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Non esiste una classificazione dedicata alla psicologia dell’arte se non in termini di campo interdisciplinare, che studia la percezione, cognizione e le caratteristiche dell’arte e della sua produzione. È lecito però, in termini di semplice ma efficace contributo, provare a restringere tale campo, come riportato dal prof. Daniele Zavagno, iniziando col definire l’arte. Quale sempre e solo creazione umana, che emerge come segno o prodotto di uno o più individui appartenenti ad un contesto spaziale e temporale o, più ampiamente, ad una civiltà. Un tramonto può suscitare una piacevole emozione o un’intensa esperienza ma non è un’opera d’arte come lo è, a tutti gli effetti, un giardino zen. È nella forza di questo intervento che si attivano dinamiche percettive e cognitive che corrono bi-direzionalmente: dall’artista verso l’opera, da questa all’osservatore. E viceversa. L’opera assurge così a polo di attrazione. A cardine e veicolo volto a trasmettere un messaggio leggibile su entrambi i fronti. Da un lato raccogliendo nel gesto creativo la piena contaminazione percettiva dell’artista, animato dalla ricerca di un’espressione, quasi a dare un volto al suo sentire. Dall’altra chi ne coglie il frutto, il risultato finale, esumandosi umanamente dalla debita considerazione degli aspetti emotivi e cognitivi vigenti a supporto. Al centro resta l’opera. Collante d’insieme è l’emozione. Condivisa, seppur diversa. Il creatore ne mantiene la matrice ontologica, il passaggio dalla materia grezza al manufatto, ne custodisce il dolore ed il piacere del parto, di cui è al contempo primo attore e testimone, Il fruitore ne riconosce un senso alternativo. Ne percepisce il magnetismo, spesso guidato dalla ricerca dell’assonanza che giustifichi quel ‘bel sentire’ senza bisogno di udire. Il primo, con un nobile ed amorevole gesto l’ha curato, per consegnarlo agli occhi del secondo, che lo apprezza, anche solo discutendone a riguardo. Comincia a coglierne le sfumature più velate, le sorprendenti e talvolta magiche affinità lasciando intendere, al suo limite, una così intensa comunanza di forti emozioni mai meglio rappresentabili se non da mano esterna. Quella dell’artista. Dal cui operato si è irresistibilmente attratti, al punto di volere farlo proprio. Affinché la magia di quello sguardo non si spenga con le luci di una galleria ma ravvivi, per sempre, un caro ambiente. Senza spiegarsi perché proprio lei, quella foto, quel quadro o quella scultura e non il resto. Senza più spiegarsi se sia lei a cogliere noi o viceversa, lasciandosi cullare, in perpetua oscillazione, dal moto della rassegna collettiva qui proposta.

  • Pubblicata mercoledì 21 aprile 2021

  • Da Franco Baldazzi

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  • Pubblicatamercoledì 21 aprile 2021