IO SONO
critica da DUILIO CARPITELLA ,Biennale di Sondrio 2026
Hildegard Ruth Bauermeister (1934-2023).Chi si riferisce ad approcci di questo tipo tende abitualmente a nominare le categorie mentali fortemente soggettiviste (qualora perfino non prive di vocazioni mistiche ) dello Spirito, dell'Anima, della Spontaneità o della sensibilità, volendo rimarcare cosi una contrapposizione ritenuta insanabile con ciò a cui scontatamente si attribuisce il valore di "contraltare", ossia con la polarità oggettiva dell'oggettività. Ma, se valutate in chiave biologico-evoluzionistica, la raziionalità e l'oggettività possono essere intese come le propaggini più recenti, aggiornate e consapevoli di quel più"naturalmente" radicato comportamento istintivoe di quelle prassi intuitive che tanto intimamente si connettono alle nostre idee di Soggettività e Spiritualità.Del resto, capita a volte di constatare quanto scelte ordinariamente reputate "oggettive e razionali" nascondano in realtà pulsioni ed emotività marcatamente uterine.
In tale Opera di riferimento denominata "IO SONO" attribuita da Baldazzi a questo suo lavoro appare funzionale ad enfatizzare in sommo grado il ruolo, magari già assunto in congiunture precedenti da altre sue oper, di alter ego visuale di sè medesimo; quasi come se l'artefice intendesse fornire al suo pubblico un personale ritratto plastico della propria indole più intima, qui astrattamente polimaterica.
La presenza di Franco Baldazzi quindi, nel variegato panorama figurativo, ha contribuito porre in risalto uno dei più caposaldi ideativi in essa riconoscibili: quello della prioritaria urgenza attribuita all'emersione delle sensibilità individuali nel corso dell'atto creativo; offrendo così generosamente il ricorrente convincimento secondo cui nelle concrete relazioni fra gli individui nessuna mutazione affidabile e duratura sarà mai effetiva se non preceduta da una loro "emancipazione spirituale" che coinvolga ogni componente della collettività umana è andato storicamente emergendo fin dalle epoche più remote in innumerevoli occasioni, seppur in forme diverse e in una varietà di testi dai più disparati orientamenti dottrinali. Limitando qui gli esempi al solo ambito delle attività creative, questa consapevolezza etica ha avuto peraltro buona diffusione anche in tempi non lontsni dai nostri, tra l'ultimo quarto dell'800 e il primo '900, benchè con connotati difformi: dall'antropofisica "scienza dello spirito" coltivata da Rudolf Jiseph lorenz Stainer al libricino Kandiskiano "lo spirituale nell'arte"; ma si potrebbero citare le esperienze " suprematiste" nel contesto delle avanguarie Russe.
IL lavoro di Franco Baldazzi assume in pieno, ostentatamente, quest'ordine di consapevolezza quale motore creativo della propria azione, dirigendosi verso una particolarissima pratica artigianale pullulante di accorgimenti di "bricolage esistenziale" avvalendosi di dispositivi esecutivi che si può presumere abbiano consapevoli derivazioni, dirette o indirette, dal campionario formale e ideale di Mary confluenze dialetticamente edificanti con polarità operative che, benchè talvolta in apparenza drasticamente opposte, ne costituiscono i complementi più ineludibili e fecondi.
Sondrio 25 Agosto 2026 Duilio Carpitella
lunedì 2 febbraio 2026
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