La pittura di Mavie - tra grazia e sogno
di Paolo Nifosi
da Paolo Nifosi
La bella mostra di Mavie Cartia al "Vitaliano Brancati", in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell'Otto Marzo è un racconto autobiografico dei luoghi,delle passioni della sua vita in tanti anni vissuti a Scicli.In primo luogo la sua passione per la pittura ,una scelta definitiva della sua vita, con una cifra stilistica personale nel solco di una fase rilevante nel secondo Ottocento parigino che nella storia di quel secolo prende il nome di PostImpressionismo ,un linguaggio che auroralmente e straordinariamente vede grandi protagonisti Van Gogh e Gauguin,solo per citare due dei tanti nomi importanti,con un giro di boa rispetto all'Impressionismo monetiano in cui si va oltre il dato visivo dell'occhio per andare all'emozioni ,oltre l'obiettività del vedere,( argomento alquanto complesso e non definibile in poche righe).Non deve sorprendere cogliere la continuità nel nostro presente di Mavie rispetto a un incipit di un secolo e mezzo circa se si tiene presente la lunga durata della germinante cultura rinascimentale masaccesca che si concluderà quattro secoli dopo con Tiepoli.Per ritornare alle opere di Mavie Cartia i suoi soggetti sono evocati,allusi, filtrati dalla grazia e dalla delicatezza di colori tenui,stemperati in una pittura che evita il segno netto e chiuso,ma che nelle sue trasparenze passa nella proiezione prospettica da un primo piano ad un contesto di ambiente ,sia essa una stanza, o un cortile o un paesaggio attraverso stesure impalpabili.Grazia e sogno accompagnano i suoi pensieri.Lo dichiara esplicitamente l'opera manifesto di questa mostra
che ha per titolo Eirene ,una ragazza di profilo con una veste e un foulard che annoda i capelli entrambi a fiorami,con una espressività di intima primavera dentro una stanza. La mostra si snoda sui vari segmenti del suo quotidiano: Mav?e e l'amore per i suoi tanti cagnolini quotidianamente portati a spasso, uno dei quali ,di nome del britannico re Artù ,in una tela ,tiene amorevolmente in braccio.A seguire amiche rese in primo piano,in posture complesse nella dinamica tra corpo e abiti; una ragazza in un divano che guarda verso lo spettatore col suo candido stupore,nei grandi occhi ,con un segno grafico nervoso nei contorni che mi ricorda Schiele; e poi l'amore di Mavie per i fiori ,una calle,dei papaveri,fiori di mandorlo e quattro ninfee,un cortile con un gatto su un tavolo sotto un carrubo. La vita di tutti i giorni per lei diventa evocazione di un incanto che solo la luce della pittura può rendere "altro"rispetto alla indifferenza realtà delle cose.E ancora il ricordo di Piero Guccione, suo punto di riferimento artistico e affettivo, essendo stato Guccione fraterno amico del padre,in un immagine evocata mentre passeggia lungo la battigia della spiaggia di Sampieri.E infine il Pisciotto con la fornace,luogo mitico,a lei molto familiare,che si staglia luminoso nella sua sagoma dentro un azzurro cielo.Ogni opera una tessera del mosaico della sua vita che diventa pittura incantata e fiabesca.
domenica 8 marzo 2026
Vitaliano Brancati,Via Aleardi 18 - Scicli - Rg - Italy
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